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Economia e lavoro | 17 gennaio 2020, 07:20

Non c'è due senza tre: Fondazione CRT si rimette a caccia di talenti nella raccolta fondi. E pensa a un bonus fiscale

Torna il progetto dedicato al Fundraising: sono 50 i posti riservati a laureati di Piemonte e Valle d'Aosta. Sono 160 le ore di formazione, candidature entro il 14 febbraio. Quaglia: "Stiamo pensando a nuovi settori in cui andare a operare". Lapucci: "Si potrebbe pensare a un'agevolazione per questi contributi di privati, come succede con l'arte"

Non c'è due senza tre: Fondazione CRT si rimette a caccia di talenti nella raccolta fondi. E pensa a un bonus fiscale

Non solo perché è San Valentino. Il 14 febbraio è una data da ricordare perché quel giorno scadranno i termini per le candidature legate al progetto Talenti per il fundraising, iniziativa che la Fondazione Cassa di risparmio di Torino riserva a 50 laureati di Piemonte e Valle d'Aosta, con 160 ore di alta formazione e che rientra nella rete dei Master dei talenti.

Dei 110 partecipanti alle prime due edizioni, quasi tutti hanno poi trovato posto, proprio come fundraiser.

"Anche se siamo solo alla terza edizione, si parla del nostro progetto anche a livello nazionale, mettendone in evidenza potenzialità e spessore - dice il presidente della Fondazione CRT, Giovanni Quaglia -. È un'iniziativa che rientra nella grande famiglia dei Talenti, ricca di giovani con grande formazione. Per venti dei partecipanti forniremo una borsa di studio per un successivo periodo di tirocinio presso enti no profit in Piemonte e Valle d'Aosta". Da Fondazione Torino Musei al Parco del Gran Paradiso, fino a InfiniTo, CasaOz e il Centro di ricerca sul cancro di Candiolo: i partner (così come gli ambiti di applicazione) sono numerosi e radicati sul territorio. "In una città con circa 900mila abitanti si contano quasi centomila studenti universitari - prosegue -: è un potenziale notevole e bisogna fare squadra e lavorare insieme per esprimerlo al meglio. Stiamo studiando anche nuovi settori in cui andare ad applicare il modello dei talenti".

Il percorso formativo si terrà dal 28 marzo al 6 dicembre e dopo le prime nozioni sulla raccolta fondi i ragazzi saranno divisi tra i cinque enti che collaborano con la Fondazione per imparare sul campo un'attività con grandi riflessi sul sociale. "È un progetto che rientra tra le scommesse ben riuscite - aggiunge Massimo Lapucci, segretario generale di Fondazione CRT - e fare fundraising richiede competenze specifiche nei settori in cui si applica". "Sappiamo quanti enti cittadini del nostro territorio hanno bisogno di apporto finanziario, ma oltre all'aiuto economico noi mettiamo in campo anche uno scambio di competenze".

E proprio Lapucci rilancia il tema del fundraising anche dal punto di vista fiscale: "Si potrebbe pensare a una sorta di meccanismo simile all'art bonus. Anche perché, a fronte di un maggiore contributo da parte dei privati, lo stesso settore pubblico ne avrebbe un beneficio visto che dovrebbe diminuire il proprio intervento a sostegno di determinati enti o attività".

Si tratta di un settore che ha bisogno di impulso, peraltro, visto che i dati relativi alle dichiarazioni 2018 sul 2017 segnano - dopo tre anni di crescita - un calo (anche se limitato allo 0,87%) delle donazioni degli italiani, arrivati a 5,320 miliardi di euro, con i donatori che sono scesi dal 49 al 45%.

Nel 2019 invece sono esplose le donazioni via Facebook (magari in occasione dei compleanni), mentre sono crollati gli SMS solidali.

In Piemonte gli enti no profit sono aumentati dell'1,7% (ora sono 29.017). Grazie al 5x1000 le 20 principali organizzazioni piemontesi hanno raccolto nel 2017 più di 100mila euro ciascuno, per un totale di 15 milioni di euro.

Massimiliano Sciullo

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