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Economia e lavoro | 01 agosto 2020, 07:00

Distretti a due velocità: a inizio 2020 bene Ict, spazio e agroalimentare, male moda e meccanica

Le proiezioni per il secondo trimestre 2020 fanno pensare ad una contrazione ancora marcata delle esportazioni. Testa: "Momento delicato, ci andrà tempo per recuperare"

Distretti a due velocità: a inizio 2020 bene Ict, spazio e agroalimentare, male moda e meccanica

Mesi complicati, anche per chi ha una vocazione eccellente. Alti e bassi, infatti, per i distretti piemontesi e i poli tecnologici della nostra regione, come conferma il Monitor di Intesa Sanpaolo. 

I due poli tecnologici chiudono il trimestre con un bilancio positivo: export in aumento di 34 milioni di euro (+9,3%), a cui il Polo ICT di Torino ha contribuito con un +19,1%, corrispondente a 29 milioni di euro, mentre il Polo aerospaziale del Piemonte con un +2,1%, pari a 4 milioni di euro. Significativi i risultati dei distretti agro-alimentari, già in forte crescita nel 2019, che hanno registrato un incremento delle esportazioni dell’11%.

Gli altri distretti industriali piemontesi nel primo trimestre 2020 hanno iniziato ad accusare gli effetti della pandemia, con arretramenti significativi per i distretti specializzati nella meccanica che hanno subito i cali più marcati (-18,7%), e il sistema moda (-20,9%).

Le proiezioni per il secondo trimestre 2020 fanno pensare ad una contrazione ancora più marcata delle esportazioni, non solo per i distretti piemontesi, ma per l’economia italiana nel suo insieme.  Le prime indicazioni disponibili per maggio e giugno segnalano invece un rimbalzo dei livelli di attività, in seguito alla riapertura delle attività produttive e commerciali.

“È un momento delicato e ci vorrà del tempo per recuperare quanto perso, soprattutto nei settori specializzati in beni d’investimento e durevoli - commenta Teresio Testa, Responsabile della Direzione regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria -. Ci sono però anche nuove prospettive di mercato da cogliere e ci sono in questa Regione le capacità per farlo. Mi riferisco all’economia green, per la quale abbiamo messo a disposizione 50 miliardi di finanziamenti specifici. Dobbiamo investire nell’ambiente e nel turismo, settore al quale offriamo dilazioni di pagamento fino a 36 mesi. Siamo pronti per acquisire il credito d’imposta per Ecobonus e Sismabonus: un’ottima opportunità per rinnovare il nostro patrimonio immobiliare e far ripartire il settore edile. In questi anni abbiamo avviato un sistema per il supporto all’innovazione tecnologica e alle start-up che passa anche attraverso il nostro Innovation Center di Torino e che rafforzeremo con una sempre più efficace collaborazione con Università e centri di ricerca. Nei primi sei mesi le richieste di finanziamenti delle pmi per 2 miliardi di euro, che da noi hanno avuto risposta positiva, sono un indicatore di un’economia in movimento.  Fondamentale preservare la catena di valore delle filiere: abbiamo moltiplicato gli sforzi per coinvolgere sempre più aziende capo-filiera che possano garantire con la loro solidità un accesso al credito facilitato alle realtà minori ad esse collegate”.

M.Sci

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