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Economia e lavoro | 04 gennaio 2021, 16:28

Stellantis, arriva l'ok degli azionisti: da Fca approvano con il 99,1%. Elkann: "Nasce qualcosa di unico, che va oltre i numeri"

L'assemblea di Fiat Chrysler ha dato il proprio ok con il 99,1% dei sì. Ma non mancano i timori per un futuro sempre più lontano da Torino

Catena di montaggio di Mirafiori

Con il semaforo verde dell'assemblea degli azionisti si apre un futuro nuovo per l'automotive torinese

E Stellantis fu. Tra le prime grandi novità di questo 2021 (benché ampiamente annunciata) Torino e il Piemonte registrano il semaforo verde da parte delle rispettive assemblee degli azionisti alla fusione tra Fiat Chrysler e Psa-Peugeot. L'ok da parte degli azionisti FCA è arrivato con il 99,1%, un plebiscito. Dalle proporzioni simili a quello ottenuto nella contemporanea assemblea degli azionisti Psa. Un "sì" che, come in tutti i matrimoni, adesso apre a un futuro completamente nuovo.

"Stellantis sarà l'unione di due partner che hanno in comune la stessa mentalità - ha detto John Elkann, presidente di Fca, aprendo i lavori dell'assemblea dei soci -. Un'alleanza che darà vita a qualcosa di unico, qualcosa che non si può descrivere soltanto con i numeri e i dati che quantificano in 5 miliardi di euro le sinergie".

Ma il confronto con gli azionisti è per Elkann anche l'occasione per fare il punto di quanto fatto fin qui dal management della storica casa automobilistica, passata attraverso evoluzioni un tempo impensabili. "In 10 anni il valore del Gruppo è aumentato di 5 volte - ha detto il presidente di Fca -. Adesso siamo di fronte a un nuovo passo avanti, fatto con coraggio". E ha ribadito scenari ambiziosi: "Vogliamo recitare un ruolo di primo piano nel decennio che inizia, quando cambierà il concetto di mobilità. Pionieri, come lo sono stati i fondatori di questo Gruppo".

E arrivati a uno snodo di questo genere, un riconoscimento particolare è andato a Mike Manley, amministratore delegato di Fca, che ha raccolto in passato la non facile eredità di Sergio Marchionne. "Manley ha fatto un lavoro eccellente, dando uno stile positivo - ha sottolineato Elkann - e lo ringraziamo per tutto quello che ha fatto rendendo possibile questa fusione".

Dopo il sì di oggi da parte delle assemblee, entro il mese di gennaio dovrebbero arrivare le ultime autorizzazioni normative da parte della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea. FCA e Groupe PSA prevedono di perfezionare la fusione il 16 gennaio 2021. La negoziazione delle azioni ordinarie Stellantis avrà inizio lunedì 18 gennaio 2021 sul Mercato Telematico Azionario di Milano e su Euronext Paris e martedì 19 gennaio 2021 sul New York Stock Exchange.
E proprio la Borsa ha premiato il titolo Fca, mentre il Consiglio di Amministrazione di Fiat Chrysler ha dichiarato un dividendo straordinario condizionato di 1,84 euro per azione ordinaria corrispondente ad una distribuzione complessiva di circa 2,9 miliardi di euro per i titolari di azioni ordinarie FCA sarà venerdì 15 gennaio 2021.

Politica, invito bipartisan a valorizzare le competenze di Torino
Intanto, dal mondo politico ed economico non mancano raccomandazioni, timori e perplessità. "Con Stellantis nasce un gruppo dalle forti potenzialità strategiche a livello globale, con una solida presenza in Europa e nel continente americano, e interessanti prospettive verso i nuovi mercati dell’estremo Oriente - dice Sergio Chiamparino, consigliere regionale Pd -. L’ambizione di Torino e del Piemonte, nonostante gli squilibri nella governance del gruppo, deve essere quella di rimanere una delle teste strategiche di Stellantis, sviluppando nuove produzioni dall’elettrico ai motori a scoppio più innovativi. Bisognerà saper fare sistema, sia per garantire nuovi investimenti sia per difendere e accrescere l’occupazione. Credo che per le ambizioni di Stellantis sul versante della mobilità sostenibile, l’automotive torinese costituisca una risorsa importante di imprenditorialità, conoscenza è saper fare".

"La nascita di Stellantis rappresenta un'opportunità enorme per Torino. Il sistema politico e sociale del territorio lavori per presentare la nostra città quale piattaforma ideale su cui investire. In caso contrario commetterà un errore che peserà come un macigno sulle generazioni future": così Davide Ricca, coordinatore di Italia Viva a Torino. "Il futuro dell’auto e quello di Torino sono legati indissolubilmente legati".

Posizione politica opposta, ma concetti simili per Paolo Damilano, imprenditore e candidato sindaco di Torino con un progetto d'area di centrodestra. "Torino ha le carte in regola per tornare a contare sull'atlante d'Europa la nascita di Stellantis rappresenta una grande opportunità". "La nuova alleanza non potrà che prendere coscienza che qui sul territorio ci sono professionalità di straordinaria qualità e che saranno fondamentali per lo sviluppo di questa grande sfida. Il compito di chi governa la città sarà aprire subito un dialogo senza sguardi nostalgici al passato e intraprendere tutte le strade possibili per la tutela del territorio e dei lavoratori". 

Il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, si è così espresso sulla nascita del nuovo colosso automobilistico: "Viviamo in un mondo globale dove unirsi diventa spesso la chiave per evolversi e continuare a crescere. La Fiat prima, Fca dopo e adesso Stellantis sono tappe importanti della storia del Piemonte e del nostro Paese, ma l’obiettivo è che lo siano soprattutto del loro futuro. Che questa nuova realtà sia più forte a livello mondiale è sicuramente un bene, ma deve rappresentare anche una garanzia che gli impegni occupazionali e gli investimenti sul territorio siano confermati e potenziati nel tempo. Perché non può esistere crescita senza ingegno e competenza. Due parole chiave che contraddistinguono le professionalità e la forza lavoro del Piemonte e dell’Italia”.

Questo, invece, il commento della sindaca di Torino, Chiara Appendino: "La nascita di Stellantis rappresenta un’operazione strategicamente importante non solo a livello internazionale, che sicuramente produrrà effetti di rilievo anche per i siti produttivi italiani e per tutta la filiera nostrana dell’automotive. Importante, per il nostro territorio, sarà mantenere gli investimenti programmati e garantire la tutela dei livelli occupazionali negli stabilimenti cittadini e del torinese. Così come sarà rilevante proseguire nello sviluppo e nella realizzazione di progetti innovativi e di grande importanza sia per il sistema economico locale e sia per quello nazionale. Auspico di incontrare presto a Torino l’amministratore delegato del gruppo Stellantis, Carlos Tavares, per potergli  presentare le tante eccellenze legate al mondo della ricerca e dell’impresa presenti  nel nostro territorio".  

L'economia punta il dito: "Quali sono le politiche industriali del Governo?" 
Ma chi punta il dito contro la politica, soprattutto nazionale, è il settore dell'economia. “Di fronte ad una trasformazione epocale per l’automotive e il territorio come quella di Stellantis, ad oggi non sono note le idee e tanto meno le linee concrete di politica industriale che il nostro Governo dovrebbe porre a tutela del settore - dice Corrado Alberto, presidente di API Torino - Siamo come dei figli senza padri. Ma attenzione: parlo di padri in grado non di prendere iniziative in modo arbitrario e limitato, ma di padri che riescano a formulare proposte in grado di consolidare e accrescere la competitività delle imprese e del territorio. Continuiamo a subire la mancanza cronica e tragica di una visione di politica industriale che sia organica, efficace e coraggiosa”.

E il pensiero, alla luce di questo matrimonio, non può che andare oltre le Alpi. “In Francia l’approccio è totalmente diverso. Lo Stato Francese da sempre vede l’automotive come un comparto strategico, da difendere e da far crescere. Forse è il caso di guardare a quanto è stato fatto a Parigi”.

La nascita di Stellantis - ha dichiarato Giorgio Marsiaj, Presidente dell’Unione Industriale di Torino - è un fatto epocale. Si tratta, infatti, della fusione di due produttori che hanno fatto con i loro marchi una parte molto significativa della storia dell’automobile. La decisione assunta oggi va nella direzione delle grandi fusioni che tutti gli esperti indicano come necessarie per permettere di migliorare la competitività sui mercati globali. Auspico che anche le imprese torinesi e piemontesi sapranno imitare l’esempio di Fca e Psa, per raccogliere con successo la sfida posta dalla concorrenza internazionale che stimola all’innovazione e al cambiamento".

"Oggi nasce ufficialmente un player automobilistico mondiale, che ha solide radici in Piemonte. Le garanzie occupazionali sono molteplici per i lavoratori di Fca, che sapranno un’altra volta fare la differenza", ha sottolienato il presidente di Condinfustria Piemonte Marco Gay. "Anche fornitori e partner piemontesi saranno una parte integrante del quarto costruttore mondiale di automobili. La qualità dei loro prodotti e delle loro idee sono note in tutto il mondo. È un ecosistema forte composto da 736 aziende che fatturano 18,6 miliardi e danno lavoro a 60.311 addetti nella nostra regione e che da tempo vivono la sfida della mobilità elettrica e intelligente, come dimostra la crescita in doppia cifra dei settori engineering e design. Aziende internazionali, votate all’export e che siedono abitualmente attorno a un tavolo con tutti grandi gruppi automobilistici .Un segno distintivo che consentirà loro di essere leader anche in Stellantis, quando dovranno presentare prodotti e sviluppare competenze".

Massimiliano Sciullo

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