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Economia e lavoro | 05 gennaio 2021, 15:32

Saldi a Torino, lo spettro del Covid aleggia anche sulle offerte promozionali: "Chiusure nei week end sarebbero un disastro"

Banchieri (Confesercenti): "Budget da 200 euro, ma sui consumi pesano le preoccupazioni". Coppa (Ascom): "Più si avvicina il 7 gennaio, più temiamo nuove restrizioni nei fine settimana, ma ormai è chiaro che il contagio non dipende dalle chiusure"

Saldi a Torino, lo spettro del Covid aleggia anche sulle offerte promozionali: "Chiusure nei week end sarebbero un disastro"

Mai come quest'anno, i saldi invernali arrivano in sordina, sovrastati dalle incertezze sull'evoluzione della pandemia e dalle relative restrizioni che potrebbero nuovamente interessare il mondo del commercio nell'immediato futuro. Torino non fa eccezione e lo spirito si respira con chiarezza sulla base delle previsioni delle associazioni di categoria.

I crescenti dati epidemiologici, nonostante la zona rossa, confermano che non esiste correlazione diretta fra Commercio o Pubblici Esercizi e contagio - sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino e provincia -. Forse nelle case e nei trasporti si annida il rischio maggiore, per questo non capiamo più la ratio dei provvedimenti del Governo che da un lato sembra voler riaprire le scuole e dall’altro propone di tenere chiuse le nostre imprese”.

Ma intanto le regole cui adattarsi sono chiare. E, secondo Confcommercio, al netto di nuovi lockdown il budget di ogni famiglia potrebbe aggirarsi sui 200 euro. Ma insieme ai timori per i consumi della clientela, peserà anche la mancanza di turismo, soprattutto nei negozi del centro. Il rito, insomma, è a fortissimo rischio.

I ristori arrivati in ritardo non sono bastati per aiutare le imprese. Chiediamo pertanto lo stato di crisi per il settore, un biennio bianco per coloro che hanno perso fatturato, finanziamenti per la ripartenza con fondo perduto e tempi straordinari di rientro, bonus adeguati per sanare parte del fatturato perso, cassa integrazione puntuale e continuativa per i nostri collaboratori anche oltre la fine dell’emergenza”, aggiunge Coppa.

Facendo i dovuti scongiuri, la speranza è che proprio i saldi possano riportare la gente a fare acquisti nei negozi tradizionali, quelli di vicinato. “L’apertura della stagione dei saldi invernali – conferma Gianfabio Vanzini, presidente del Gruppo Moda di Ascom Torino – inizia con l’attenzione rivolta dell’andamento della curva epidemiologica. Le interferenze del Covid sulle performance 2020 del settore sono state importanti. La coda dell’epidemia lambisce anche il 2021, ma con la speranza di essere alla fine di un ciclo. Scongiurando ulteriori restrizioni il nostro impegno è massimo per garantire anche nei saldi il rispetto delle norme di sicurezza”.

E le stesse preoccupazioni sono condivise anche dall'universo Confesercenti. Da una parte, l’auspicio di recuperare almeno in parte un anno terribile che in Piemonte ha registrato perdite per oltre un miliardo. Dall'altra, la paura di essere costretti a chiudere per l’ennesima volta. "Un torinese su due si dice interessato ad acquistare, ma la spesa è un’incognita - dicono dall'ufficio studi -. Solo il 10% degli intervistati ha dichiarato di aver già stabilito un budget per gli acquisti ai saldi: in media 200 euro, in ribasso rispetto al 2019. Ma la spesa potrebbe essere più alta, visto che il 75% del campione preferirà decidere gli acquisti sul momento, a seconda delle occasioni. Una tale incertezza alla vigilia dei saldi non si era mai riscontrata".

In cima ai desideri dei torinesi ci sono scarpe e capispalla: entrambe le voci vengono indicate come possibile acquisto dal 40% degli intervistati, con cappotti, giacconi e giubbotti trainati dal clima freddo. Seguono prodotti di maglieria (38%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%), poi borse (13%) e accessori (11%). Gli sconti saranno subito piuttosto elevati: 30-40%, ma in molti casi anche il 50%.

Da parte dei negozi - dice il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri - c’è coraggio, forza di volontà e determinazione a ripartire, ma certo la situazione non è facile, fra le preoccupazioni per il futuro da parte dei consumatori, che hanno poca voglia di spendere, lo smart working che svuota le città e la mancanza di turisti. Se a questo si aggiungessero restrizioni nel fine settimana (come si ipotizza da più parti), sarebbe un disastro, sia nella versione rossa, che costringerebbe i negozi addirittura a  chiudere, sia in quella arancione, che limiterebbe gli spostamenti delle persone: si sa che l’effetto saldi si manifesta soprattutto nei primissimi giorni. Le promozioni già in corso hanno avuto in parte un effetto positivo, ma i saldi sono un’altra cosa. Dunque l’auspicio è che, nonostante tutto, segnino un’inversione di tendenza per un settore che ha subito danni pesantissimi dalla pandemia".

Massimiliano Sciullo

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