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Economia e lavoro | 23 gennaio 2021, 13:30

Distretti torinesi, l'effetto Covid c'è ancora, ma si reagisce dopo un semestre da dimenticare

Lo raccontano i dati dell'ultima edizione del Monitor dei Distretti piemontesi di Intesa Sanpaolo: in ripresa il settore del cibo, ma anche il Polo dell'Ict, mentre soffrono i robot, le macchine utensili e l'aerospazio

caffè in tazzina e pezzi di cioccolato

In ripresa le esportazioni di cioccolato e caffè torinese, ma anche l'Ict

Ancora un trimestre difficile, ma con una certa reazione rispetto alla prima metà dell'anno. I distretti piemontesi - quelli "specializzati" in settori e lavorazioni particolari - rialzano la testa e tirano fuori l'orgoglio. Il Covid non ha smesso di mordere, ma il saper fare non si arrende.

Lo rivela l'ultima edizione del Monitor dei Distretti, realizzato dall'ufficio studi di Intesa Sanpaolo per i dodici distretti e i due poli tecnologici del Piemonte fotografano un quadro delle esportazioni con perdite complessivamente più contenute rispetto ai primi sei mesi dell’anno.

Il cibo resta la portata principale: caffè, confetterie e cioccolato
La situazione tuttavia non è omogenea, anzi. L’andamento delle esportazioni dei distretti piemontesi appare fortemente diversificato tra settori e tra distretti, anche all’interno dei medesimi settori. Si conferma una maggiore capacità di resistenza della filiera agro-alimentare: i distretti agro-alimentari piemontesi, nei primi nove mesi del 2020, hanno conseguito risultati tendenzialmente positivi, grazie ad un primo trimestre di crescita (+5,8%), un secondo trimestre di calo (-5,8%) e un buon recupero nel terzo trimestre (+3,9%). Il Caffè, confetterie e cioccolato torinese nel terzo trimestre ha visto crescere le esportazioni del 14,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie al contributo positivo di tutti i principali mercati di sbocco, in particolar modo Germania, Russia e Francia. In crescita anche la Nocciola e frutta piemontese (+6,5%), grazie all’incremento dell’export verso la Germania. Si sono distinti positivamente anche i Vini delle Langhe, Roero e Monferrato (+5,4%), ancora una volta sostenuti dalle esportazioni verso gli Stati Uniti. I Dolci di Alba e Cuneo si confermano stabili rispetto al terzo trimestre 2019 (-0,6%), grazie al contributo positivo di Arabia Saudita, Regno Unito, Polonia e Francia. Il Riso di Vercelli ha subito una leggera flessione (-2%): le esportazioni nel trimestre sono cresciute molto in Svizzera e Regno Unito, ma hanno subito un calo in Polonia, Francia e Paesi Bassi.


In difficoltà le macchine utensili e i robot industriali torinesi
I Casalinghi di Omegna, unico distretto piemontese appartenente al Sistema Casa, nel terzo trimestre aumenta le esportazioni del 7,8%, grazie al rinnovato slancio verso due importanti mercati, Germania e Regno Unito. Il comparto della Meccanica vede invece i suoi distretti particolarmente in affanno, penalizzati in un primo tempo dalla sospensione delle attività lavorative e successivamente dal clima di incertezza e dalla revisione dei piani di investimento. Nel primo trimestre 2020 il calo era stato già intenso (-20,5%), per inasprirsi ulteriormente nel secondo trimestre (-33,6%). Il terzo trimestre, seppur in calo, ha evidenziato i primi segnali di rimbalzo (-8,1%), con un recupero più veloce per il distretto della Rubinetteria e valvolame di Cusio Valsesia ( -3,8%) e più lento per le Macchine tessili di Biella (-10,2%). Per le Macchine utensili e robot industriali di Torino il dato del terzo trimestre è -12,3%, nonostante la ripartenza dell’export verso Polonia e Cina. Per i Frigoriferi industriali di Casale Monferrato, che chiudono il trimestre a -12,9%, si aprono nuovi scenari grazie alla richiesta di tecnologie del freddo necessarie per lo stoccaggio di vaccini anti Covid-19 su larga scala.

Soffrono la moda e i gioielli
Il comparto che ha patito maggiormente è stato quello della Moda, penalizzato lato offerta dai problemi di approvvigionamento e dalla sospensione delle attività e, lato domanda, dalla riduzione del reddito delle famiglie, dalla bassa propensione all’acquisto di beni voluttuari, dal blocco degli spostamenti, nonché dai mancati consumi dei turisti. Per il Tessile di Biella i dati sono: -15,5% nel primo trimestre, -51,1% nel secondo e -10,6% nel terzo. Difficoltà ancora maggiori hanno interessato il distretto dell’Oreficeria di Valenza. Il settore orafo italiano, severamente colpito dalla crisi, ha registrato uno dei peggiori risultati del manifatturiero italiano: nei primi 10 mesi la produzione si è contratta del 31,3% e il fatturato del 28,7%. Il dato complessivo dei distretti piemontesi è condizionato proprio dall’andamento particolarmente negativo del distretto Orafo di Valenza, che ha visto dimezzarsi le proprie esportazioni nei primi 9 mesi dell’anno, fortemente penalizzato dalla bassa propensione all’acquisto, dal contrarsi del reddito delle famiglie e dal venir meno delle occasioni di spesa legate a cerimonie e turismo. Escludendo Valenza, infatti, le esportazioni distrettuali piemontesi hanno accusato un calo più contenuto: del 12,2% nei primi 9 mesi 2020 e del 2,5% nel terzo trimestre 2020, meglio della media italiana.

Sotto la Mole si riprende anche il Polo dell'Ict, fatica l'aerospazio
I poli tecnologici piemontesi, infine, nel terzo trimestre evidenziano un recupero (-5%), che ha permesso di chiudere i primi nove mesi dell’anno con un arretramento del 14% rispetto ai livelli del 2019. Decisamente meglio il Polo Ict di Torino (+0,1% nel terzo trimestre e -4% nei primi 9 mesi 2020), sostenuto dalle vendite all’estero di computer, unità periferiche e prodotti di elettronica audio e video. Maggiori difficoltà per il Polo aerospaziale del Piemonte, che ha chiuso i primi nove mesi dell’anno in calo del 21,1%, a causa di un secondo trimestre particolarmente pesante (-46,1%) e di un recupero ancora parziale nel terzo trimestre (-9,3%). 

Il calo tendenziale dell’export nel terzo trimestre si è assestato intorno al 10%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.  Non è un quadro positivo, ma è superabile, perché legato ad eventi estemporanei, mentre la crescita dei distretti piemontesi è solida e fondata - commenta Teresio Testa, direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo -. Continueremo ad accompagnarla, anche con nuove misure per aiutare le imprese a sostenere il debito in un’ottica di più lungo periodo. Le previsioni sulla domanda internazionale per il 2021 sono incoraggianti. L’export distrettuale può tornare a crescere, soprattutto nella seconda parte dell’anno, quando una diffusione sufficientemente ampia dei vaccini ‘normalizzerà’ i comportamenti dei consumatori e delle imprese e si inizieranno a sentire gli effetti del Recovery Plan europeo sugli investimenti”.

Massimiliano Sciullo

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