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Sanità | 12 gennaio 2022, 16:06

Conta degli asintomatici, monoclonali, posti letto privati e no vax in Sanità: ecco il Piemonte che cerca di evitare l'arancione

Il governatore Cirio: "Aspettiamo i dati di domani, ma c'è l'accordo coi privati per altri 520 ricoveri". La Valle: "In Città della salute garantite urgenze ed emergenze"

alberto cirio e stefano lo russo

Il governatore Cirio (e il sindaco Lo Russo) sul Piemonte verso la zona arancione

Piemonte in arancione? "Aspettiamo tra oggi e domani, ma i numeri di oggi ci dicono però che in tutto il Piemonte abbiamo solo 23 nuovi ricoveri in più in terapia ordinaria e uno in meno in intensiva". Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, non vuole fare previsioni, ma cerca di vedere il lato positivo. "Sono numeri confortanti, ma che bisogna guardare attentamente giorno per giorno: hanno un senso solo nella loro evoluzione".

CONTARE O NO GLI ASINTOMATICI?

Intanto si ragiona anche su eventuali nuove modalità di conteggio per la pandemia. Come propone la Lombardia, che non vuole contare gli asintomatici: "Sono valutazioni che non spettano a noi - dice Cirio, insistendo sulla necessità di continuare a dare impulso alla campagna vaccinale - Noi dobbiamo solo applicare quello che ci dice la scienza medica".

MONOCLONALI: "SIAMO LA SECONDA REGIONE IN ITALIA"

E sull'uso delle monoclonali: "Siamo la seconda regione in Italia, insieme alla Campania, nell'uso delle monoclonali. Eravamo una delle ultime. Questo dimostra che abbiamo investito tanto sul protocollo delle cure domiciliari e siamo stati tra i primi a codificarlo, inoltre abbiamo già inserito nell'accordo con i privati per la somministrazione presso l'ambulatorio privato", sottolinea il governatore Cirio. "Siamo pronti a darle a chi ha necessità, ma oggi abbiamo quelle che ci danno tramite il commissario".

POSTI LETTO, ACCORDO CON I PRIVATI PER 520 POSTI

E sul fronte dei posti letto chiesti alla sanità privata, proprio per alleggerire l'attività del pubblico, Cirio spiega: "È tutto già fatto: ne abbiamo chiesti non 400, ma ben 520 e sono posti già disponibili".

CITTÀ DELLA SALUTE: RICOVERI E NO VAX

Intanto, il mondo sanitario torinese fa i conti con le difficoltà di tutti i giorni. Anche se si tenta di assicurare il massimo servizio. Come spiega Giovanni La Valle, direttore generale di Città della Salute: "Sono state spostate solo le attività rinviabili, soprattutto a livello ambulatoriale. Ma emergenza e urgenza sono garantite ovunque a Cto, Regina Margherita, Sant'Anna e Molinette. Intanto i ricoverati per Covid sono 150 a Città della Salute: 13 in intensiva alle Molinette, 3 al Regina e 1 al Sant'Anna".

Il virus colpisce tra le corsie. "Oltre 300 unità del personale sono attualmente a casa per positività tra medici, infermieri e amministrazione su un totale di 9300 dipendenti - aggiunge La Valle - I non vaccinati sono circa 150 nel settore sanitario e 95 nell'amministrazione".

Massimiliano Sciullo

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