Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all'Inail entro il mese di dicembre 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 792, cinque in meno rispetto alle 797 registrate nel 2024, due in più sul 2023, cinque in più sul 2022 e 13 in più sul 2019, 181 in meno sul 2021 e 261 in meno rispetto al 2020.
Numeri in (lieve) calo a livello nazionale
Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro agli occupati, si nota come l’incidenza passi da 3,38 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di dicembre 2019 a 3,28 del 2025 (-3,0%) e diminuisca dello 0,9% rispetto a dicembre 2024 (da 3,31 a 3,28). L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 71,9% del 2019 al 73,0% del 2025 (è stata del 74,0% nel 2024). La riduzione ha riguardato solo la gestione Industria e servizi che scende da 686 a 674 denunce mortali, mentre l’Agricoltura passa da 102 a 106 casi e il Conto Stato da nove a 12 decessi.
Maglia nera al settore manifatturiero
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Attività manifatturiere (da 101 a 117 decessi denunciati) e il Commercio (da 58 a 68), per i decrementi le Costruzioni (da 156 a 148), il Trasporto e magazzinaggio (da 111 a 110), le Attività di alloggio e ristorazione (da 27 a 22) e la Sanità e assistenza sociale (da 17 a 10).
Dall’analisi territoriale emergono aumenti al Sud (da 181 a 187) e nel Nord-Est (da 164 a 167) e cali nelle Isole (da 92 a 81), nel Nord-Ovest (da 205 a 203) e al Centro (da 155 a 154).
Soltanto il Veneto fa peggio del Piemonte
Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano Veneto (+22), Piemonte e Puglia (+14 entrambe), Marche (+12) e Liguria (+5), mentre per i cali più evidenti Lombardia (-18), Lazio (-13), Sardegna (-9), Emilia Romagna (-6) e le province autonome di Trento e Bolzano (-5 ciascuna).
La diminuzione rilevata nel confronto dei periodi gennaio-dicembre 2024 e 2025 è legata sia alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 750 a 749, sia a quella femminile (da 47 a 43).
Aumentano i casi nella fascia 55-64 anni
Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 176 a 182), in riduzione quelle degli italiani (da 621 a 610). L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali nella fascia 40-49 anni (da 137 a 148 casi) e 55-64 anni (da 279 a 300) e riduzioni tra gli under 40 (da 143 a 130), tra i 50-54enni (da 133 a 128) e tra gli over 64 (da 103 a 85).