Ultim'ora - 06 maggio 2026, 14:18

Strage Casteldaccia, figlio vittima: "Due anni senza giustizia"

(Adnkronos) - "Due anni sono troppi. Troppi per non avere giustizia". È deluso e amareggiato Gapare Giordano, figlio di Ignazio Giordano, uno dei cinque operai che il 6 maggio 2024 persero la vita mentre lavoravano in una vasca dell’impianto di sollevamento delle acque reflue lungo la statale 113, a Casteldaccia (Palermo). Attraverso l'Adnkronos, Giordano risponde al procuratore di Termini Imerese Angelo Cavallo che oggi, nel giorno del secondo anniversario della strage, ha respinto l'accusa di ritardi nella trattazione del procedimento che vede rinviate a giudizio cinque persone fisiche e due società. "L'udienza era fissata il 18 marzo, è stata rinviata al 7 luglio... se questo non è ritardo, non so cosa lo sia - dice Giordano - Dopo due anni non sappiamo ancora cosa dovrà succedere, ma sappiamo a cosa stiamo andando incontro: al nulla, giri e rigiri delle colpe e ancora rinvii".  

"Dovremmo credere alla giustizia ma la giustizia qual è? - prosegue - Quando una persona muore e se ne parla solo per il primo mese? Per sistemare il problema della sicurezza hanno fatto 58 nuovi ispettori del lavoro. Cinquantotto. Forse sono appena sufficienti solo per la provincia di Palermo". Il procuratore ha sottolineato che "indagini su fatti così gravi non sempre possono concludersi in tempi ristretti", anche per la necessità di accertamenti tecnici complessi, ma più il tempo passa più la fiducia di Giordano nel vedere condannati i colpevoli della strage in cui suo padre ha perso la vita vacilla. "Non c'è una giustizia equa - continua - Sappiamo in Italia come funziona: 'la colpa non è mia', 'io quel giorno non c'ero' e sarà sempre uno scaricabarile. Dopo due anni, al dolore si aggiunge la delusione di non avere ancora neanche una data per la prima udienza. È stata rinviata al 7 luglio ma chissà se ci sarà davvero". Giordano e la sua famiglia comunque il giorno del processo, "qualunque sarà", saranno in aula "perché vogliamo sapere di cosa si parla, vogliamo capire cosa è successo quel giorno di due anni fa in quella maledetta fossa".  

"La giustizia purtroppo è sempre dei più forti - dice - Sono molto amareggiato. Troppo. Sono morte cinque persone che non erano nessuno. Era mio padre, era un marito, un fratello, un figlio... L'unica cosa che voglio dire è di accelerare i tempi e capire a che cosa andiamo incontro. Perché dobbiamo capire cosa è successo quel fatidico giorno di due anni fa in questa fossa. E due anni di attesa penso che siano più che sufficienti".  

 

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