(Adnkronos) - La dimensione demografica sta influenzando in modo strutturale anche la dimensione finanziaria. “Se fino ad adesso il ruolo era prevalentemente quello di gestori del portafoglio, delle ricchezze e degli investimenti, oggi il nostro ruolo sta diventando sempre più sociale perché, con un’aspettativa di buona salute di 55-60 anni, bisogna arrivare anche con una buona salute economica e finanziaria, per poter avere i mezzi necessari e vivere quel terzo e quarto tempo della vita sempre più a lungo e in maniera dignitosa. Per questo serve l’educazione finanziaria, ma anche comportamentale, oltre che tecnica”. Lo ha detto Roberto De Agostini, Head of Media & Public Relations Banca Mediolanum, partecipando all’evento istituzionale 'La demografia cambia la società', nuovo appuntamento del ciclo di eventi Adnkronos Q&A, oggi, al Palazzo dell'Informazione di Roma.
In Italia “c’è ancora una grande liquidità ferma sui conti correnti - spiega De Agostini - L’inflazione è ripartita al 3,2% su base annua. Manca la consapevolezza che tenere i soldi sul conto corrente è una scelta di breve periodo e quindi in totale contraddizione rispetto a un orizzonte di lungo termine sempre più dilatato”. Perché gli italiani tengono ancora tanti soldi sul conto corrente? “La prima risposta è: ‘non si sa mai, può succedere qualcosa’. In realtà qui c’è un tema di mancanza di educazione finanziaria. Esistono infatti strumenti assicurativi che permettono di trasferire il rischio in caso di imprevisti o ‘life events’. C’è poi un altro equivoco da superare - aggiunge - L’idea che si possa investire solo il risparmio già accumulato. In realtà esistono strumenti, come i piani di accumulo, presenti da oltre 50 anni, che permettono di investire una quota regolare del reddito, qualunque esso sia, con un effetto positivo sul risparmio”.
Il modo di interpretare la consulenza finanziaria “sta cambiando - rimarca l’esperto - Si tratta di avvicinare clienti, cittadini, risparmiatori e famiglie alla preparazione del proprio futuro con aspettative di vita di 85 anni. Stiamo lavorando su più livelli, puntando sulla fiducia”. Innanzitutto si tratta di “far cambiare mentalità ai consulenti finanziari - chiarisce De Agostini - Banca Mediolanum tra Italia e Spagna conta circa 7mila Family Banker. C’è quindi un grande lavoro interno di trasformazione culturale della professione. Un altro tema è fornire strumenti coerenti con questa direzione. Lanceremo a breve il piano di accumulo familiare. Significa che un maggiorenne, un diciottenne, può aderire a un piano che può essere alimentato anche da una corresponsabilizzazione familiare: genitori, zii, nonni. È anche una forma di educazione finanziaria. Fin da subito il giovane capisce che può investire in un piano di accumulo sostenuto anche dalla famiglia, e inizia così a familiarizzare con questi strumenti”.