Rivoli - Alpignano - Pianezza - 20 settembre 2026, 13:44

Infermiera aggredita da un paziente, la denuncia del NurSind: "Quattro casi in un mese in Psichiatria"

Il sindacato attacca la Direzione dell'Asl To3: sospeso anche il servizio di vigilanza privata

Aggressioni fisiche, molestie e minacce continue: è un vero e proprio grido d'allarme quello lanciato dai lavoratori del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell'ospedale di Rivoli. L'ultimo drammatico episodio si è verificato soltanto pochi giorni fa, quando un paziente ha aggredito con violenza un'operatrice, salvata unicamente dall'intervento provvidenziale di un collega che si è frapposto per sottrarla ai colpi.

Si tratta dell'ennesimo evento di una catena di criticità ormai fuori controllo: solo negli ultimi trenta giorni si contano ben quattro denunce formali presentate dagli operatori.

Soggetti pericolosi e lungodegenze improprie 

A rendere insostenibile la situazione all'interno del reparto è la presenza di pazienti ad elevata pericolosità sociale - in passato già sottoposti a misure di sicurezza - inseriti nella struttura senza un'adeguata pianificazione del rischio. A questo si aggiunge lo stallo di diversi ricoverati presenti da mesi in attesa di una collocazione nelle strutture riabilitative esterne, alcuni dei quali già protagonisti in passato di gravi episodi violenti.

Una distorsione della funzione stessa dell'SPDC che, come ricorda la segreteria aziendale di NurSind Asl Torino 3, nasce per gestire le fasi acute della patologia e non per trasformarsi nel "contenitore" delle inefficienze dei servizi territoriali.

Il sindacato contro la Direzione: "Tagliata la vigilanza privata"

Nonostante le minacce e i rischi specifici siano stati dettagliatamente trasmessi sia alla Direzione aziendale sia alle autorità giudiziarie, dal vertice sanitario non sarebbe arrivata alcuna risposta concreta. Anzi, denunciano dal sindacato delle professioni infermieristiche, l'Azienda ha persino interrotto la copertura del servizio di guardia giurata privata precedentemente attivato per tutelare il personale. "Infermieri, OSS e medici sono professionisti della cura e non addetti alla sicurezza", ribadisce con forza il NurSind, chiedendo un tavolo di confronto immediato con la Direzione Sanitaria dell'Asl To3 per verificare i protocolli di protezione, la gestione dei casi critici e il coordinamento con le forze dell'ordine e i servizi sociali del territorio. 

Redazione