Attualità - 25 settembre 2026, 11:25

Alloggi sociali di via Oberdan, Collegno Rinasce chiede un’assemblea pubblica urgente

Cavazzini: "Credo sia una richiesta che possa essere condivisa da tutte le forze politiche e civiche della città"

Immagine generica d'archivio

Il progetto per i 24 alloggi sociali di via Oberdan, ricavati dalla riqualificazione di un immobile di proprietà comunale, entra nella fase decisiva. Le linee guida approvate dall’Amministrazione prevedono l’affidamento della gestione dell’edificio a una cooperativa, compresa la gestione delle locazioni e degli spazi comuni. Il progetto riguarda 24 appartamenti, 18 trilocali e 6 bilocali, destinati a diverse categorie di persone e nuclei familiari.

Su questo progetto Collegno Rinasce chiede la convocazione di un’assemblea pubblica urgente, prima della pubblicazione del bando definitivo.

«Chiediamo al sindaco e agli assessori competenti di convocare rapidamente una riunione pubblica per discutere le modalità di gestione degli alloggi e affrontare le criticità ancora aperte – dichiara Massimo Cavazzini, fondatore di Collegno Rinasce – Credo sia una richiesta che possa essere condivisa da tutte le forze politiche e civiche della città, indipendentemente dagli orientamenti: stiamo parlando di un patrimonio pubblico e di una questione abitativa che riguarda tutta la comunità».

La gestione dell’immobile e gli eventuali proventi

La prima questione riguarda la scelta di affidare gratuitamente la gestione dello stabile a una cooperativa per un periodo complessivo di otto anni. Secondo le linee guida, il soggetto incaricato avrebbe un ruolo nella gestione degli appartamenti, nella riscossione dei canoni, nella manutenzione e nella gestione dello spazio polifunzionale. Una precedente analisi pubblicata da Collegno Rinasce aveva stimato in circa mezzo milione di euro il valore economico equivalente.

«La domanda è semplice – afferma Cavazzini –: perché i proventi derivanti da un patrimonio pubblico non dovrebbero rimanere nella disponibilità del Comune ed essere reinvestiti nelle politiche abitative? La nostra proposta è che eventuali margini della gestione vengano destinati, ad esempio, a contributi per l’affitto destinati alle famiglie che non riusciranno ad accedere ai 24 appartamenti di via Oberdan».

Secondo Collegno Rinasce, questo consentirebbe di utilizzare le risorse generate dall’immobile per ampliare nel tempo la platea dei beneficiari, anziché limitare l'intervento alle sole famiglie che otterranno uno degli appartamenti.

La questione della rotazione degli alloggi

La seconda questione riguarda la durata delle assegnazioni e, in particolare, la possibilità di garantire nel tempo una rotazione tra nuclei familiari in condizioni di bisogno.

«Se l’obiettivo è utilizzare questi appartamenti come strumento di risposta all’emergenza abitativa – continua Cavazzini – bisogna chiarire come si intenda garantire la rotazione degli assegnatari. Un contratto di locazione 4+2 non significa automaticamente che, alla scadenza, l’alloggio possa essere semplicemente riassegnato sulla base della verifica dei requisiti: esistono precise regole sulle locazioni e sulle modalità di rinnovo e cessazione dei contratti. Per questo chiediamo che il meccanismo venga spiegato pubblicamente prima dell’assegnazione degli appartamenti».

La proposta di Collegno Rinasce è di valutare una formula contrattuale che consenta di verificare periodicamente il permanere delle condizioni che hanno determinato l’accesso all’alloggio e, nel rispetto della normativa, favorisca una maggiore rotazione nel tempo.

«Non si tratta di togliere una casa a chi ne ha bisogno – precisa Cavazzini – ma di capire come fare in modo che un patrimonio composto da soli 24 appartamenti possa aiutare, nel corso degli anni, il maggior numero possibile di famiglie».

Restano inoltre da chiarire alcuni aspetti relativi ai requisiti degli assegnatari. Le linee guida citano, tra gli altri, giovani, nuclei monoparentali, persone con disabilità, nuclei con fragilità economiche e persone inserite in percorsi di inclusione sociale. Collegno Rinasce chiede che criteri, priorità e modalità di assegnazione siano definiti in modo puntuale e verificabile.

«Non siamo contrari agli alloggi sociali, anzi riteniamo importante che un patrimonio pubblico di questo valore venga utilizzato per affrontare il problema abitativo. Proprio per questo chiediamo un confronto pubblico prima che il bando venga definito e pubblicato. Vorremmo che Comune, forze politiche, associazioni e cittadini potessero discutere apertamente delle modalità di gestione, della destinazione dei proventi e delle garanzie per una corretta rotazione degli alloggi».

Collegno Rinasce chiede quindi al Comune di convocare un’assemblea pubblica urgente sul progetto di via Oberdan, prima dell’assegnazione degli appartamenti.

comunicato stampa