Quando si parla di entrate dello Stato derivanti dal gioco pubblico, spesso si tende a considerarle come un'unica voce. La realtà, però, è più complessa: il bilancio dello Stato distingue chiaramente tra entrate tributarie ed entrate extra-tributarie, due categorie che hanno natura, origine e finalità differenti. Comprendere questa distinzione aiuta a interpretare meglio i numeri del comparto e a evitare semplificazioni.
Ad aiutarci ci sono i numeri riportati da Giochidislots relativi al Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025: 29,372 miliardi di euro di accertamenti e 29,031 miliardi di euro di incassi generati dal gioco pubblico, che si conferma uno dei comparti con il maggiore impatto sulle finanze pubbliche.
Che cosa sono le entrate tributarie
Le entrate tributarie comprendono tutte le somme che lo Stato incassa attraverso imposte, tasse e prelievi fiscali. Nel caso del gioco pubblico rientrano in questa categoria il PREU, il Prelievo Erariale Unico sugli apparecchi da intrattenimento, l'imposta unica sulle scommesse e gli altri tributi previsti dalla normativa di settore. La loro cifra ha raggiunto nel 2025 i 6,6 miliardi di euro, un valore in lieve calo rispetto al 2024 ma che continua a rappresentare una componente significativa delle entrate fiscali dello Stato.
Per comprendere il peso di questa voce è utile confrontarla con il totale delle entrate tributarie nazionali, che nel 2025 hanno raggiunto 651,975 miliardi di euro, superando dell'1,2% le previsioni iniziali.
Le entrate extra-tributarie: una categoria diversa
Molto più consistente è invece la componente delle entrate extra-tributarie, che nel caso del gioco pubblico non deriva da imposte, ma dai proventi economici delle attività gestite o partecipate dallo Stato. E’ qui che rientrano gli introiti collegati a lotto, lotterie, bingo e scommesse: 22,712 miliardi di euro di accertamenti e 22,455 miliardi di euro di incassi, rappresentando circa tre quarti dell'intero gettito riconducibile al comparto.
La differenza è sostanziale: mentre un'imposta è un prelievo obbligatorio destinato al bilancio pubblico, le entrate extra-tributarie derivano dall'attività economica svolta nell'ambito del sistema concessorio del gioco pubblico.
Una distinzione cruciale
Confondere le due categorie può portare a interpretazioni imprecise del contributo economico del settore. La distinzione assume particolare rilievo anche nella lettura dei documenti di finanza pubblica: il recente Disegno di legge di assestamento del bilancio 2026, ad esempio, aggiorna separatamente le previsioni delle due categorie di entrata e prevede un incremento di 557 milioni di euro destinati agli aggi dei concessionari e alle vincite, di cui 395 milioni per il pagamento delle vincite e 162 milioni per gli aggi spettanti agli operatori.
La distinzione tra entrate tributarie ed extra-tributarie permette quindi di comprendere meglio il funzionamento economico del gioco pubblico. Un settore che non contribuisce alle casse erariali esclusivamente attraverso le imposte, ma anche mediante proventi che rientrano nella gestione finanziaria dello Stato. Una differenza tecnica, spesso trascurata nel dibattito pubblico, ma fondamentale per leggere correttamente i numeri di uno dei comparti economicamente più rilevanti del sistema concessorio italiano.
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