(Adnkronos) - "I sistemi sanitari regionali devono ribaltare il paradigma assistenziale e organizzativo" sulle malattie rare, facendovi entrare "alcuni capitali": l'innovazione tecnologica, le Case di comunità e la sanità territoriale prevista dalla 'Carta di Padova approvata dalla Giunta veneta'. Lo ha detto Gino Gerosa, assessore alla Sanità della Regione Veneto, a margine della prima edizione di 'RAREvolution - Una finestra sul futuro delle malattie rare', format che mette in relazione innovazione e organizzazione delle cure, organizzato a Roma da Bistoncini Partners su iniziativa del Centro di ricerca ImpreSapiens della Sapienza università di Roma.
"Come integrare tutto questo all'interno delle malattie rare? Alziamo l'asticella", ha spiegato Gerosa, indicando come primo passo l'evoluzione del registro: "Dovrebbe integrare un algoritmo di machine learning predittivo, in modo che già i medici di medicina generale, naturalmente nel rispetto della privacy, possano ipotizzare che un paziente sia affetto da una malattia rara". Il secondo fronte riguarda il territorio. "Nell'ambito di un ospedale liquido - ha proseguito - le Case della comunità potrebbero diventare nodi della rete Ern", la rete europea di riferimento per le malattie rare, "per fare teleconsulto al loro interno". Infine i primi mille giorni di vita, che "giocano un ruolo fondamentale sulla salute dell'adulto". Qui l'assessore propone ad esempio una valutazione genomica alla nascita. "So che in Italia sono stati già fatti dei tentativi che hanno presentato dei chiaroscuri - ha riconosciuto - però bisogna parlarne, perché questo potrebbe diventare un altro asset importante".





