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Sanità | 17 gennaio 2020, 08:58

Grugliasco, il 20 gennaio al Bar Le Serre proseguono gli incontri per il Knit Cafe' Alzheimer

Gli appuntamenti sono dedicati ad anziani, malati del morbo o da altre demenze e per i loro famigliari in via Carolina Spanna

Grugliasco, il 20 gennaio al Bar Le Serre proseguono gli incontri per il Knit Cafe' Alzheimer

Il centro diurno “Oasi” della cooperativa “Il Margine” organizza il nuovo servizio “Knit cafè Alzheimer”, realizzando un luogo di incontro per anziani, malati di Alzheimer o affetti da altre demenze e per i loro familiari. Gli incontri di svolgeranno ogni terzo lunedì del mese da novembre a giugno presso il “Bar Le Serre” in via Carolina Spanna 1-4.

L’iniziativa è patrocinata dalla Città di Grugliasco. Questo progetto prevede l’utilizzo di un luogo d’incontro, per gli anziani, per i malati di Alzheimer o affetti da altre demenze e per i loro familiari. Un ambiente frequentato dai cittadini,  sereno e conviviale, dove si  possa trascorre piacevolmente il tempo. Attraverso un tecnico occupazionale verranno proposte attività manuali, mirate al singolo individuo, come lavorare ai ferri/uncinetto, produrre piccoli gioielli; attività  che  consentono di ridurre lo stress e permettono  talvolta di recuperare o mantenere alcune autonomie funzionali. Il materiale necessario al laboratorio verrà fornito dal gruppo di lavoro. 

Questo intervento psicosociale è rivolto principalmente a persone che manifestano i primi sintomi delle demenze e rappresenta un contesto sicuro, nel quale si viene accolti e dove è possibile confrontarsi.

I familiari dovranno accompagnare gli anziani o le persone affette da demenze, perché lo knit cafè, attraverso la presenza di Operatori Socio Sanitari, del Tecnico Occupazionale e dei Care Giver (almeno due per ogni incontro), diventa uno strumento utile per fornire indicazioni , per orientare chi si approccia a questa nuova realtà,  per capire a quali enti ci si può rivolgere;  per dare informazioni sui passi da compiere durante l’evoluzione della malattia. In questo modo  la  rete sociale positiva,  produce automaticamente un senso di appartenenza e di riconoscimento. È determinante evitare l’isolamento sia dell’anziano che del malato nonché dei familiari che lo sostengono.

«Il nostro scopo – spiegano dalla cooperativa – è anche quello di aiutare la cittadinanza e di far sì,  che per il malato la società stessa diventi inclusiva, superare gli stigmi e i pregiudizi, creando ambienti empatici dove sia presente la condivisone la convivialità; consumare la colazione insieme ad esempio tra qualche chiacchiera e consiglio».

Informazioni: facebook.com/anzianialzheimer; www.ilmargine.it.

redazione

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