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Cronaca | 09 maggio 2020, 16:50

Sondaggio dei medici e infermieri:"Tampone per Covid al 56% del personale sanitario perché mancavano le protezioni"

I risultati del questionario di Anaao Assomed Piemonte e Nursind Piemonte su 1.930 operatori: il 77% dei dipendenti degli ospedali ha continuato ad operare in attesa dell’esito

Sondaggio dei medici e infermieri:"Tampone per Covid al 56% del personale sanitario perché mancavano le protezioni"

Più del 56% dei medici, infermieri ed Oss piemontesi ha eseguito il tampone per il Coronavirus perché venuti in contatto stretto con pazienti e/o colleghi senza protezione adeguate. E’ questo uno degli esiti del sondaggio proposto, tra il 27 aprile e l’8 maggio, dall’Anaao Assomed Piemonte e Nursind Piemonte agli operatori sanitari regionali: alle domande hanno risposto 1930 operatori lavoratori, rappresentativi di tutte le ASL e degli ospedali del territorio. 

Il 79% dei partecipanti lavora o ha lavorato nei reparti Covid e il 59% ha fatto il tampone. “Il 77% degli operatori -spiegano i sindacati - ha continuato ad operare in attesa dell’esito. Questo dato, unito al fatto che ben il 18% del personale è risultato positivo, chiarisce bene come nelle strutture sanitarie sia venuta a mancare, a causa di una criticatissima scelta politica nazionale, una reale tutela della salute dei lavoratori”. 

Solo il 36% degli interpellati ha eseguito il tampone ai manifestarsi dei primi sintomi: più del 41% ha atteso più di 10 giorni. La maggior parte, come emerge dal sondaggio di Anaao Assomed e Nursind Piemonte, ha avuto l’esito in meno di 3 giorni “ma tutto il lavoro di ricostruzione e test ai contatti è completamente mancata: l’89% dei positivi dichiara che non è stato fatto il tampone ai propri famigliari”. Il partner è stato il più esposto al contagio: il 40% del personale ha dovuto dormire in stanze/case separate.

Altro tema cruciale è quello dei sistemi di protezione. “Solo il 32,9% del personale -spiegano - dichiara di aver ricevuto DPI adeguati, mentre il 56,5% solo in parte. Infine il 10,5% afferma di non aver ricevuto dispositivi adeguati”. Nella maggioranza dei casi è stato giudicato insufficiente numericamente il materiale ricevuto, con obbligo di riutilizzarlo.

Altra criticità la distinzione, negli ospedali, tra percorsi per Covid e “puliti”: quasi il 60% del personale ha risposto che non erano ben differenziati. “Le strutture -spiegano i sindacati - sono diventate focolai di infezione anche e soprattutto per questa criticità”.  In generale il 60% dei colleghi che ha aderito il sondaggio ha bocciato, con un voto sotto il 6, la gestione dell’emergenza.

Questi dati – commenta il Segretario Regionale del Nursind Piemonte Francesco Coppolella - fotografano come sia saltato lo stato di diritto. a discapito della salute dei professionisti sanitari, tra leggi e disposizioni sia  nazionali che regionali. Una cruda realtà, a dimostrazione dell’inefficienza di un sistema che ha fatto acqua da tutte le parti tra chi doveva coordinare e chi dove eseguire, mettendo a  rischio operatori e cittadini”.

redazione

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