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Politica | 29 luglio 2020, 15:57

Nidi e scuole infanzia, Grimaldi (LUV): "I più piccoli dimenticati dalla Regione"

L'esponente di Liberi Uguali Verdi: "I bambini dello 0-6 hanno esigenze diverse dai più grandi"

Nidi e scuole infanzia, Grimaldi (LUV): "I più piccoli dimenticati dalla Regione"

“Altro che banchi mobili e distanziometro, i bambini e le bambine della fascia 0-6 anni hanno esigenze molto diverse dalla scuola primaria, legate alla corporeità e al movimento: hanno bisogno di muoversi, esplorare e toccare, pertanto le riaperture dovranno tenere conto anche di questo” - è il pensiero di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

Ma non c'è solo questo: "per la fascia 0-6 l'organico a disposizione è un fattore ancora più determinante. Sì parla di un rapporto 1 a 3 tra operatori e piccoli e di una continua sanificazione e aerazione dei locali - prosegue Grimaldi - ma il punto è che, nonostante vi sia l'idea di sdoppiare e suddividere in gruppi più piccoli le sezioni per garantire la presenza di meno bambini negli spazi, la riorganizzazione delle capienze per un loro ridimensionamento potrebbe avere l'effetto indesiderato di tenere fuori dai nidi ed alle scuole dell'infanzia migliaia di bambini".

"Manca una data di apertura chiara e molte altre certezze. In tutta questa vicenda il ruolo delle Regioni doveva essere fondamentale - prosegue Grimaldi - per questo motivo è da almeno due mesi che chiediamo un confronto con l'assessora all'istruzione Chiorino, la quale continua a negarsi. La verità - attacca Grimaldi - è che non solo non conosciamo i piani della Giunta regionale in merito alla fascia 0-6 ma a questo punto dubitiamo che abbiano qualche idea su come affrontare il problema: non siamo a conoscenza neppure se la Regione abbia inviato il dato sul fabbisogno di asili e scuole per l'infanzia".

"Siamo molto preoccupati - conclude Grimaldi - è ormai uscito il calendario scolastico e per i più piccoli non sappiamo niente, eppure alcune grandi città piemontesi hanno cominciato a dire che le aperture potrebbero slittare anche di un mese. Questa eventualità sarebbe un problema enorme soprattutto dal punto di vista educativo ma anche economico, non possiamo spostare sui nonni e demandare a un esercito di baby sitter che non esistono, la cura e l'educazione dei nostri figli".

comunicato stampa

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