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Cultura | 22 ottobre 2020, 16:41

"Gelsomina dreams" ottiene il sostegno del ministero: un successo per Grugliasco

Il dicastero degli Affari Esteri finanzierà la produzione della Compagnia Blucinque: lo spettacolo entra a far parte dell'iniziativa Vivere all'italiana sul palcoscenico

"Gelsomina dreams" ottiene il sostegno del ministero: un successo per Grugliasco

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) - Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese, in collaborazione con il Ministero per Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MiBACT) - Direzione Generale Spettacolo ha selezionato lo spettacolo Gelsomina Dreams, scritto e diretto da Caterina Mochi Sismondi (compagnia blucinQue) con la produzione di Fondazione Cirko Vertigo, tra le 20 produzioni artistiche inedite di danza, teatro e circo contemporaneo da finanziare nell'ambito dell’iniziativa “Vivere all’italiana sul palcoscenico”.

Parte da Grugliasco in Piemonte questa nuova avventura della Fondazione Cirko Vertigo, diretta da Paolo Stratta sotto la presidenza di Paolo Verri.

"È con immensa soddisfazione – afferma il sindaco di Grugliasco Roberto Montà – che apprendo la notizia di questo nuovo riconoscimento per l'attività della Fondazione Cirko Vertigo che, come già successo in numerose altre occasioni, porta fuori dai confini grugliaschesi, ma anche torinesi e piemontesi il nome della nostra città. Una ulteriore conferma di come la passione, l'impegno e la dedizione per il proprio lavoro e per la ricerca continua in un campo così complicato come quello artistico, in particolare del circo contemporaneo, possano essere ripagati. L'aver contribuito allo sviluppo della Fondazione, che ha le sue radici proprio a Grugliasco, mi rende orgoglioso in qualità di sindaco, ma anche e soprattutto, in rappresentanza di tutta la comunità grugliaschese".

L'iniziativa del Ministero mira a sostenere la ripresa delle produzioni italiane del settore dello spettacolo dal vivo dopo il periodo di interruzione causato dall’emergenza Covid-19 e a promuoverne il rilancio sui mercati internazionali attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo e i contatti e le collaborazioni da questi instaurati con festival e teatri stranieri. Gli Istituti Italiani di Cultura sono 83 in totale e costituiscono importanti luoghi di incontro e dialogo per intellettuali e artisti, attraverso i quali viene promossa l’immagine dell’Italia e la sua cultura, sia classica che contemporanea, nel resto del pianeta.  

In questo modo Gelsomina dreams, progetto ideato prima del lockdown e poi interrotto a causa della chiusura dei teatri imposta per via dell’epidemia, potrà riprendere la sua produzione, che porterà alla creazione di un video di 45 minuti. I girati di tutti i progetti selezionati dal Ministero entreranno nella programmazione dell’iniziativa “Vivere all’italiana sul palcoscenico” che sarà diffusa attraverso una piattaforma dedicata e promossa a livello internazionale dalla Rete estera del Ministero.   

Gelsomina dreams è l’unico progetto, fra quelli selezionati, che utilizza il linguaggio del circo contemporaneo assieme a quello del teatro, della danza e della musica dal vivo.   

Dichiarato omaggio all'immaginario di Federico Fellini a 100 anni dalla nascita, Gelsomina Dreams è la più recente creazione della compagnia blucinQue, diretta dalla regista e coreografa Caterina Mochi Sismondi e prodotta da Fondazione Cirko Vertigo.  

In scena gli acrobati Elisa Mutto, Federico Ceragioli, Alexandre Duarte e Fatos Alla, che, accompagnati dai musicisti Francesco Partipilo, al sax e alla tromba, e Bea Zanin, al violoncello, si muoveranno in un’ambientazione sospesa e senza tempo che allude a un set cinematografico dismesso di felliniana memoria. In esso trovano spazio luci e scenografie abbandonate, scheletri di strutture praticabili a diverse altezze, oggetti scenici che richiamano l’universo al contempo mitico e profano del circo vissuto sulla strada e per l’uomo di strada, parte imprescindibile dell’immaginario felliniano.  

Giulietta Masina, poliedrica e sfaccettata compagna di set e di vita di Fellini e icona del suo cinema, ha dato vita ad uno dei suoi personaggi più famosi e osannati, Gelsomina, l’archetipo della donna felliniana sognatrice: a lei si ispira Gelsomina Dreams. Sulla scena prenderà vita una Gelsomina eterea, svampita e sognatrice, portatrice di un sentire cangiante e in continua evoluzione. Si costruirà un viaggio onirico in bilico tra amarcord circensi e elementi di teatralità, tra spiritualità e caratterizzazione, offrendo l’occasione di rivivere il grande amore per il circo del grande Maestro del cinema, a più riprese evocato nelle sue produzioni. La variegata umanità che accompagna Gelsomina attinge alle maschere indimenticabili create dal regista e gli interpreti scelti sono già, nella loro fisicità, incarnazioni di contraddizioni e antinomie, inclinazioni e desideri: alla giovane donna eterea, svampita e sognatrice si affiancano il performer navigato, portatore in scena di una visione e di una proposta classica, contemporaneamente fuori e dentro lo spettacolo e a cavallo tra due epoche, oltre al bel giovane sfrontato, un po’ paparazzo e un po’ seduttore, nell’intimo vulnerabile; i musicisti sono chiamati ad accompagnare le scene, entità onnipresenti e insieme evanescenti e concrete.   

Destinato tanto a spazi indoor quanto outdoor, Gelsomina Dreams innesta sul linguaggio del teatrodanza i linguaggi della musica e del circo contemporaneo, in una ricerca di sintesi formale che è orientamento primario delle produzioni di Caterina Mochi Sismondi. In questo quadro, gli attrezzi e le tecniche circensi, ovvero cerchio e tessuti aerei, roue cyr, acrobatica statica e dinamica, verticalismo, mano a mano, assumono la duplice dimensione di scenografia e di segno significante: il cerchio è anche occhio di bue, faro, luna, ruota, fumo di sigaretta; la linea diagonale tracciata sulla scena dal filo è al tempo steso confine, tensione tra due mondi; l’acrobatica, le contorsioni, i mano a mano sono soprattutto danza e movimento teatrale, metafora di vita, mentre la musica dal vivo offre un punto di equilibrio in grado di respirare con la danza e il movimento sulla scena.  

La produzione risponde perfettamente alle caratteristiche di circuitazione internazionale e di celebrazione della cultura italiana, proponendo una progettualità artistica innovativa, fortemente multidisciplinare e lavorando in chiave contemporanea su elementi dell’immaginario iconico del repertorio felliniano, eccellenza indiscussa della cultura italiana riconosciuta a livello internazionale.  

comunicato stampa

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