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Economia e lavoro | 16 novembre 2020, 16:14

Sindacati e industria insieme: "Per il Piemonte servono altre risorse, oltre a quelle già assunte per la pandemia"

Confindustria, Cgil, Cisl e Uil regionali si uniscono in un appello alle istituzioni: "Bisogna tutelare la salute e il lavoro, altrimenti sono a rischio le fondamenta della società"

Sindacati e industria insieme: "Per il Piemonte servono altre risorse, oltre a quelle già assunte per la pandemia"

"Servono ulteriori risorse, oltre a quelle già stanziate, per il periodo che seguirà la pandemia. Perché salute e lavoro sono le fondamenta della società". Un appello a una sola voce. Di certo, non un evento normale, se si tratta di unire i pensieri di Cgil, Cisl e Uil e - insieme a loro - anche Confindustria. Le quattro rappresentanze a livello piemontese (sindacali e datoriali), scelgono invece di condividere un unico documento con cui si rivolgono alle istituzioni.

E lo fanno mettendo da parte divisioni e polemiche che generalmente scandiscono i loro confronti. Perché adesso, in ballo, c'è qualcosa che va oltre le regole del gioco. Forse il gioco stesso. "Lavoratori e aziende sono un imprescindibile elemento di tenuta economica e sociale, soprattutto in questo periodo di grande difficoltà - si legge nella nota ufficiale diffusa dalle quattro sigle -. Bisogna pensare al bene comune della tutela della salute e del lavoro, perché senza salute e lavoro rischiano di crollare le fondamenta della nostra società".


"Il Covid ha colpito un Piemonte già in difficoltà"
La considerazione emerge da un assunto: che l’emergenza Covid-19 ha aggravato la crisi economica e le difficoltà già presenti in Piemonte, alimentando ulteriori incognite per il futuro. "Partendo dal rafforzamento indispensabile del Servizio Sanitario Regionale, con la realizzazione di una rete efficace di servizi territoriali, è necessario supportare il tessuto industriale del nostro territorio attraverso progetti in grado di utilizzare le ingenti risorse che, come Paese e Regione, saranno messe a disposizione per interventi volti a impedire il tracollo economico, occupazionale e sociale. Bisogna formare e riqualificare i lavoratori, per aggiungere nuove competenze e fornire prospettive occupazionali, rendendo più competitive le imprese e il territorio, anche attraverso la valorizzazione delle eccellenze del Piemonte, con l’obiettivo di incentivare la permanenza degli attuali insediamenti e, auspicabilmente, di attrarre nuovi investimenti".

La lista delle priorità

Alla luce di tutto questo, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil chiedono di porre attenzione su alcuni temi in particolare. "La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’applicazione responsabile dei criteri individuati nel protocollo di aprile, sottoscritto tra le parti sindacali e datoriali". "L’esperienza applicativa e i progressi scientifici maturati consentono aggiornamenti del protocollo - proseguono -. Riteniamo sia utile quindi condividere tra le parti, a livello aziendale e/o territoriale, percorsi operativi a supporto del rapido tracciamento dei positivi per dare sicurezza alle persone e garantire la continuità produttiva. Il rispetto rigoroso dei provvedimenti di salute pubblica e la loro puntuale applicazione devono dimostrare che le fabbriche sono luoghi sicuri, diventando un ulteriore fattore di tenuta economica;

la coesione sociale, per evitare il rischio di strumentalizzazioni e potenziali infiltrazioni di violenti pronti ad approfittare delle difficoltà economiche delle categorie più colpite. A tal fine occorre dare continuità agli strumenti di tutela dell’occupazione e di sostegno alle imprese per tutta la durata dell’emergenza;

il sostegno delle filiere produttive, per evitare di trovarci, dopo la pandemia, senza un importante tessuto industriale su cui far leva per ripartire; a tal fine occorre impostare un piano di politica industriale per favorire la nascita di nuove imprese e la crescita dell’Industria Piemontese". E ancora: "l’immediato utilizzo di tutti i finanziamenti già stanziati per gli investimenti in infrastrutture materiali ed immateriali nella nostra Regione", così come "la predisposizione di progetti efficaci e realizzabili per l’utilizzo dei Fondi Europei, non appena disponibili".

"A fronte di queste considerazioni - è la conclusione del messaggio scritto a più mani - ci rivolgiamo alle Istituzioni nazionali e territoriali, in particolare alla Regione Piemonte, affinché sia valorizzato il ruolo di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori e siano attivate subito le iniziative necessarie per mitigare gli effetti della crisi in atto, attraverso un confronto permanente e strutturato,’ proiettato sul futuro. Alle misure assunte per limitare gli effetti della crisi devono necessariamente seguirne altre, per fare in modo che, a pandemia finita, possa iniziare una stagione di sviluppo e crescita, che si traduca nel recupero della competitività, in nuovi posti di lavoro e in un benessere sociale diffuso".

Massimiliano Sciullo

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