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Sanità | 16 novembre 2020, 14:36

Il Covid non ferma le donazioni e i trapianti in Piemonte: i risultati sono i miglior d'Italia

Al 30 settembre, garantita la piena attività con ottimi numeri in termini di donatori effettivi (record italiano), trapianti eseguiti e assistenza offerta ai pazienti nel post trapianto

Il Covid non ferma le donazioni e i trapianti in Piemonte: i risultati sono i miglior d'Italia

Efficiente, con alte prestazioni in termine di numeri e livelli di sicurezza, un trend in crescita. Sono questi i ‘risultati’ conseguiti, anche in epoca Covid-19, dalla rete regionale del Piemonte e Valle d’Aosta che si conferma una eccellenza sul territorio in tema di trapianti e donazioni: un passo avanti rispetto alle altre realtà territoriali. Lo attestano i dati di attività al 30 Settembre 2020 pubblicati dal Centro Regionale Trapianti, positivi in tutte le variabili che contribuiscono al buon successo del sistema  nella sua interezza. In particolare fanno la differenza alcuni numeri ‘chiave’ del processo.

Donatori effettivi, ovvero le persone dichiarate morte da cui è (stato) possibile prelevare un organo a scopo di trapianto, sono i più alti del paese. Il territorio piemontese si colloca infatti al primo posto in termine di numero donatori: 34.6 per milione di popolazione (pmp), rispetto ai 27.2 del Nord, ai 30.4 del Centro e ai 12.7 del Sud e Isole. Numeri in crescita rispetto al 2019 in cui si contavano 30.6 donatori effettivi per pmp, a conferma del grado di ‘fiducia’ da parte della popolazione verso il mondo dei trapianti anche in epoca di emergenza e della professionalità del personale di tutti gli ospedali del territorio, dell’impegno del Centro nell’assicurare standard assistenziali di eccellenza. 

Trapianti, anch’essi cresciuti nella quasi totalità per quanto concerne gli organi. Al 30 settembre, si attestano su un valore di 58.1 pmp trapianti per il rene (vs 51.5 del 2019) per un totale di 184 trapianti eseguiti; 36.1 ppm per il fegato (vs 32.9 del 2019) per un totale complessivo di 114 trapianti; 6.3 pmp per il cuore (vs 5.6 al 2019) con 221 trapianti totali, cui vanno aggiunti 12 trapianti combinati (6 di rene e fegato, 4 di rene e pancreas, 1 di rene e polmone, 1 rene/pancreas/polmone).  Per il trapianto di polmone invece, in base ai numeri rilevati al 30 settembre si evidenzia un dato di 3.6 pmp rispetto al 5.1 del 2019, con 12 trapianti eseguiti.

Trapianti di tessuti.  Le attività nell’ambito dei trapianti di tessuti sono le seguenti: 1.147 prelievi di cornee per un totale di 313 trapianti. Per la cute  32 prelievi eseguiti e 65 trapianti; tessuto di muscolo scheletrico  87 prelievi e 181 trapianti; valvole e vasi rispettivamente 19 e 38 prelievi e 12 trapianti eseguiti; membrane amniotiche, 47 innesti effettuati.

Cellule staminali ematopoietiche, ovvero la ‘materia prima’ per trapianti di midollo osseo, prelevati da vivente, al 30 settembre  presenta 56.374 donatori attivi nel registro del Piemonte e Valle d’Aosta, che hanno permesso di realizzare 248 trapianti, di cui 81 allogenici (da donatore sano a ricevente malato) e 167 autologhi (autotrapianto). 

“La nostra forza– dichiara il Professor Antonio Amoroso, Coordinatore del Centro Regionale Trapianti della Regione Piemonte – risiede nell’elevata organizzazione di tutta la rete di donazione e trapianto, nello spirito di squadra, nell’impegno e professionalità di medici e infermieri unite alla dedizione al paziente, qualità che ci hanno consentito di operare e rispondere efficacemente alle richieste dei nostri trapiantati, mantenendo alti i livelli di cura, assistenza e ascolto delle necessità, bisogni, follow-up e servizi assistenziali anche in un’epoca di maggiore criticità e che siamo in grado di garantire anche per il presente e il prossimo futuro”.

“La nostra attività ha dato questi risultati ed è stata possibile, sicura ed efficace - conclude la Dottoressa Anna Guermani, responsabile del Coordinamento Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di organi e tessuti del Piemonte - anche grazie a un ulteriore valore aggiunto: l’innalzamento dei livelli di attenzione, attuando test ancora più specifici per verificarne la sicurezza e escludere ogni possibile infezione nel donatore. Gli operatori non hanno mai staccato anzi, se possibile, hanno ulteriormente accresciuto l’operatività e la disponibilità, per accogliere la volontà dei donatori e contemporaneamente permettere i trapianti: il rispetto della volontà e il riguardo delle emozioni dei pazienti che attendono sono, sono state e saranno più forti della pandemia”.

redazione

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