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Economia e lavoro | 19 gennaio 2021, 18:20

Stellantis, Tavares rassicura: "Non chiuderemo stabilimenti italiani: saremo scudo e non minaccia". E Mirafiori respira

Lazzi (Fiom): "Affermazione positiva, ma ora seguano atti concreti". Provenzano (Fim): "Aspettiamo di conoscere i dettagli del piano". Paone (Uilm): "Aspettiamo nuovi modelli, è la priorità".

Catena di montaggio di Mirafiori

Le prime dichiarazioni dell'ad Tavares hanno voluto rassicurare (anche) gli stabilimenti torinesi

"Saremo uno scudo e non un rischio per gli stabilimenti italiani". Sono queste le parole pronunciate dal nuovo ad, Carlos Tavares, che - più di tante altre - hanno rassicurato e riscaldato i cuori dei dipendenti torinesi di Stellantis. Mirafiori e Grugliasco, in particolare, che dalla fusione che si è concretizzata sabato scorso temevano invece ridimensionamenti o - peggio - chiusure. "Stellantis porterà efficienza grazie alle sinergie che renderanno più sostenibili i business plan per alcuni modelli su cui c'erano incertezze. I modelli che non erano redditizi, ora lo saranno".
E poi ha aggiunto: "Il nostro impegno, al momento della fusione è stato quello di non chiudere nessuno stabilimento produttivo. E voglio ribadirlo". E sui timori legati a Maserati (le cui produzioni sono scese, nel corso del 2020), ha risposto: "Vogliamo sostenere il rilancio del marchio, così come per Alfa Romeo".

Sull'occupazione, poi, Tavares ha ribadito come ci sia "tanto da fare per ottimizzare i costi, ma l'occupazione rappresenta una quota poco significativa. In Stellantis siamo 400mila persone, siamo una famiglia".

Parole che sono risuonate in maniera piacevole, per i tanti dipendenti (ormai ex) Fca. Anche se, da sole, non possono bastare: "È sicuramente un'affermazione positiva il fatto di non voler chiudere nessuno stabilimento italiano - dice Edi Lazzi, segretario provinciale di Fiom Cgil - . Ovviamente a queste dichiarazioni devono seguire atti concreti  sapendo che l'unico modo per garantire l'occupazione è lo sviluppo di un piano industriale che preveda nuovi modelli e volumi produttivi in grado di saturare i nostri impianti. I lavoratori lo stanno aspettando da molti anni e si augurano che finalmente le buone intenzioni siano effettivamente mantenute".

E Davide Provenzano, segretario provinciale di Fim-Cisl, sottolinea: "Attendiamo di conoscere i dettagli del nuovo piano industriale per fare una completa valutazione, il rilancio di Maserati per Torino significa una possibile svolta, è un marchio prestigioso che necessità di nuovi modelli e di una strategia commerciale globale ed efficace. Sulla conferma della salvaguardia degli stabilimenti saremo vigili e chiederemo ancora maggiori garanzie".

Apprezziamo le rassicurazioni fornite oggi da Tavares, ma prima di dare un giudizio definitivo aspettiamo di capire come si svilupperà il piano strategico e poi quello industriale che seguirà”, conclude Luigi Paone, segretario generale della Uilm di Torino. “Per noi – prosegue - è prioritario garantire l'assegnazione di modelli ai nostri stabilimenti in modo da salvaguardare e valorizzare le competenze dei lavoratori torinesi. Auspichiamo a breve l'avvio di un confronto concreto con l'azienda per entrare nel merito delle strategie del nuovo gruppo”.

Massimiliano Sciullo

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