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Politica | 31 marzo 2021, 16:15

Cirio torna da Roma con i complimenti di Figliuolo: "A maggio, un milione di vaccini al mese: dosi per tutti i piemontesi entro l'estate"

Il governatore ha incontrato il generale, commissario straordinario per l'emergenza Covid in Italia: "Al 15 aprile abbiamo chiesto di ricevere 30mila vaccini al giorno, per salire a 40mila il mese successivo"

Alberto Cirio

Alberto Cirio, governatore del Piemonte

Alberto Cirio è tornato da Roma - dove ha incontrato il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l'emergenza Covid in Italia - con un bagaglio di complimenti, ma anche di nuovi traguardi fissati per il futuro, anche piuttosto immediato.

Lo ha rivelato oggi, ai taccuini dei giornalisti, raccontando come l'obiettivo finale è puntato su maggio, quando il Piemonte dovrà arrivare a somministrare 40mila vaccini al giorno, così da poter raggiungere la quota di un milione di vaccini al mese e - dunque - "vaccinare tutti i piemontesi per l'estate".

Ma dall'incontro nella Capitale, il governatore riporta a casa anche altro. "Abbiamo ricevuto i complimenti per aver centrato l'obiettivo che ci eravamo fissati, cioè quello dei 20mila vaccini entro la fine di marzo". Anche se in questo caso, in attesa dei dati della giornata di oggi, più che un complimento sembra un auspicio, visto che i numeri più elevati sono stati - rispettivamente - di 17.115 e 18.770 vaccinati nelle giornate di venerdì 26 e sabato 27 marzo.

Ma al di là delle cifre, è il momento di guardare avanti. "Con il generale Figliuolo - conclude Cirio - abbiamo fissato un nuovo obiettivo al 15 aprile: la consegna di 30mila vaccini al giorno, perché siamo in grado di arrivare a questo livello di somministrazione".

Intanto, sulla questione vaccini interviene anche il professor Giovanni Di Perri: "Fa male veder oggi aggravarsi, e morire, persone che potevano essere vaccinati un mese fa", ha dichiarato l'infettivologo dell'ospedale Amedeo di Savoia. "Rispetto a quando siamo partiti e ai numeri che in quella fase avrebbero potuto caratterizzare la campagna c'è delusione".

Per Di Perri "raccogliendo le parole di Draghi, l'obiettivo primario di vaccinare i più anziani un po' è venuto meno: si sarebbe dovuto lavorare di più prima". Secondo l'infettivologo, inoltre, a luglio non ci sarà l'immunità di gregge, ma di gruppo ovvero "di coloro che hanno maggiori probabilità di ammalarsi rispetto agli altri".

Massimiliano Sciullo

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