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Economia e lavoro | 21 aprile 2021, 07:10

Rischio usura a Torino, con la crisi quattro commercianti su dieci lanciano l'allarme

Bilanci in perdita, problemi di liquidità e ipotesi di chiusura potrebbero spalancare le porte alla criminalità, anche per quanto riguarda il riciclaggio di denaro. Coppa (Ascom): "In questo spazio c’è purtroppo un forte rischio che si infiltri l’illegalità"

Ingresso associazione commercianti Ascom Torino

Il commercio torinese rischia di finire vittima di usura e riciclaggio

Con la crisi economica aumenta anche il rischio usura. Lo dicono i commercianti torinesi, così come i ristoratori e gli albergatori. Addirittura, il 40% di loro (quattro su dieci) parla di un aumento della pressione della criminalità, aggiungendo l'ipotesi di riciclaggio di denaro di dubbia provenienza, cercando di sfruttare i punti deboli di un periodo così difficile.

E' quanto emerge dai dati di Torino per l’ottava edizione di "Legalità ci piace", la Giornata nazionale Confcommercio un focus sull’usura in tempo di pandemia. All'ombra della Mole, il 78% delle imprese del commercio, della ricettività e dei pubblici esercizi con meno di 10 addetti ha chiuso il 2020 in perdita o forte perdita, oltre il 55% ha avuto problemi di liquidità e il 13% sta valutando la chiusura definitiva dell’attività. Terreno fertile, insomma, per i malintenzionati. Tre imprenditori su quattro consiglierebbero alla vittima di usura di denunciare alle forze dell’ordine e il 27% indicano come riferimento i centri antiusura. 

I dati rilevano che il settore del commercio e del turismo, a livello nazionale, hanno perso 180 miliardi di fatturato - dice la presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa -. I ristori in senso ampio, dal fondo perduto dei vari decreti all’esonero IRAP, al credito d’imposta sugli affitti, hanno valso circa 37 miliardi. La differenza – pari a 143 miliardi di euro – è stata a carico delle Imprese del commercio e del turismo, che hanno dato fondo alle risorse proprie ed hanno ricorso al prestito bancario. In questo spazio c’è purtroppo un forte rischio che si infiltri l’illegalità. L’indagine di Confcommercio mette in luce come un imprenditore su due a Torino ritiene che in questi casi i più vicini agli imprenditori siano proprio le Forze dell’Ordine. Nel ringraziarli per il lavoro di ogni giorno è necessario che soprattutto oggi si faccia squadra: imprese, Forze dell’Ordine ed associazioni di categoria”.

Il rischio criminalità è l’ulteriore tegola che cade addosso alle imprese oggi – conclude il direttore Ascom, Carlo Alberto Carpignano –. Occorre essere disponibili all’ascolto e stimolare la cultura della legalità: Ascom Torino collabora con successo al tavolo anti-usura voluto dalla Prefettura di Torino nell’ambito dell’accordo nazionale, con uno sportello di ascolto presso la Camera di Commercio di Torino: un luogo dove poter cercare soluzioni efficaci insieme alle istituzioni”.

Massimiliano Sciullo

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