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Attualità | 16 giugno 2021, 16:17

Il XX Festival Sul Filo del Circo rende omaggio alla creatività femminile

Dal 2 al 10 luglio presso il Parco culturale Le Serre di Grugliasco

Il XX Festival Sul Filo del Circo rende omaggio alla creatività femminile

Dal 2 al 10 luglio torna, presso il Parco culturale Le Serre di Grugliasco, in provincia di Torino, l’appuntamento con il Festival Internazionale Sul Filo del Circo, la principale manifestazione nazionale di Circo Contemporaneo per storicità e qualità degli spettacoli proposti, giunto quest’anno alla sua ventesima edizione. Undici le compagnie ospiti, cui si aggiungono le esibizioni degli allievi del secondo anno dell’Accademia professionale di Fondazione Cirko Vertigo, organizzatrice del festival, con artisti provenienti da Italia, Portogallo, Francia, Svizzera, Spagna, Croazia, Germania, Regno Unito, Grecia, Albania, Polonia, Israele, Colombia, Messico e Argentina.

Sul Filo del Circo riconferma anche quest’anno, dopo lo stop forzato dell’edizione 2020, la sua vocazione a essere sostenitore delle espressioni più innovative del circo contemporaneo, con un focus sulla creatività al femminile. Spazio quindi a spettacoli di circo contemporaneo che vedano la presenza artistica e creativa di una o più figure eccellenti di professioniste dello spettacolo dal vivo senza limitazione di ambito o spettacoli dedicati ai temi riguardanti la figura della donna e l’universo femminile, ovvero scritti, diretti e creati da artiste donne.

Attraverso questa scelta, che non è solo tematica ma vuole incidere sul reale coinvolgimento di un maggior numero di professioniste dello spettacolo, si intende dare evidenza alle donne che sono state e sono protagoniste nelle diverse discipline del percorso artistico e creativo, portatrici attraverso di esso di significative istanze sociali di mutamento. Diffondere conoscenza su questo tema produce un nuovo livello di consapevolezza sul ruolo delle figure femminili nella vita culturale e sociale, e aiuta concretamente a perseguire quel principio di equità e di pari opportunità che deve trovare concretezza nella nostra quotidianità, oggi più che mai.

La necessità di incontrare il pubblico dal vivo, di sentire gli applausi, di emozionarsi sul palco e far emozionare, la voglia di portare in scena le proprie creazioni sono i sentimenti che accomunano tutte le professioniste dello spettacolo, protagoniste a vario titolo di questa edizione.

“Un traguardo auspicato, atteso e difeso per la comunità di artisti e spettatori che si ritroverà magicamente sulla scena diffusa del Parco Culturale Le Serre – spiega il direttore di Fondazione Cirko Vertigo, Paolo Stratta -. Per l'occasione tre scene lavoreranno ininterrottamente a riportare in vita quel triangolo d'oro che Fondazione Cirko Vertigo ha saputo creare in questi vent'anni, tra alta formazione, creazione artistica (della compagnia blucinQue di Caterina Mochi Sismondi e delle Residenze Artistiche) e diffusione”.  

Il festival, organizzato da Fondazione Cirko Vertigo, con il sostegno di Città di Grugliasco, che lo ospita fin dalla sua prima edizione e di Regione Piemonte, il patrocinio di Città Metropolitana di Torino e Acci - Associazione Circo Contemporaneo Italia e in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo e Società Le Serre, ospiterà in media tre compagnie al giorno che si esibiranno all’interno del TLS – Teatro Le Serre, nello Chapiteau Teatro nelle Foglie, montato ad hoc per il festival, e all’aperto, all’interno del parco. Ogni spazio potrà ospitare un numero massimo di spettatori, stabilito nel pieno rispetto delle normative anti Covid e gli orari saranno scaglionati per permettere, a chi lo desidera, di vivere, con un unico biglietto giornaliero, una vera e propria esperienza immersiva nel mondo del circo contemporaneo e poter godere quindi di tutti gli spettacoli della giornata semplicemente spostandosi nel verde del parco Le Serre.

Il Festival aderisce al progetto Take Off, nato dall’unione delle forze di Fondazione Cirko Vertigo con Associazione Sarabanda Impresa Sociale e Associazione Culturale IdeAgorà, in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo e con il sostegno di Fondazione CRT, Città di Grugliasco e Molecola. Il progetto, che ha lo scopo di immaginare e costruire un circo contemporaneo italiano di qualità, sostenendo compagnie innovative che realizzano produzioni competitive sul mercato internazionale, gode di una serie di partenariati internazionali quali: Delegazione del Québec in Italia – Roma; Plateforme 2 Pôles Cirque en Normandie - La Brèche de Cherbourg – Francia; CIRCa, Pôle National Cirque Auch – Francia; Lost in Translation Circus – Regno Unito; FEDEC (European Federation of Professional Circus Schools).

“Potremmo chiamarla l’edizione della ripartenza e per questo apprezziamo l’averla dedicata alle donne – dichiara Emanuela Guarino, Assessora alla Cultura della Città di Grugliasco - Sono le donne ad aver subito di più in questa pandemia, da molti punti di vista, ed è dalla capacità feconda delle donne di guardare avanti, con resilienza e creatività, che possiamo trarre esempi e motivi di ottimismo. La Fondazione Cirko Vertigo, e la sua direzione artistica, con questa scelta si dimostrano in sintonia con il sentire dell’Amministrazione grugliaschese e attenti lettori degli eventi. A loro va il plauso del Sindaco Roberto Montà e mio e il ringraziamento per la professionalità e la fiducia con cui guardano al futuro”.

Il Festival sarà l’occasione per conoscere artiste di circo di grande talento, sia a livello tecnico che espressivo, come Edvige Ungaro, Coline Mercier e Chiara Capparelli. Presenterà i lavori di registe e coreografe approdate al circo dopo aver sviluppato esperienze nel teatro, nella danza, nella clownerie, come Caterina Mochi Sismondi, Joanna Bassi, Clara Larcher, Sophia Perez e Karine Noël, oltre che musiciste di grande creatività e innovatività, come Bea Zanin. Ambasciatore delle più innovative espressioni del circo contemporaneo in Italia e al tempo stesso catalizzatore delle creatività internazionali più all’avanguardia del settore, il festival si dimostra così in grado di dialogare con la scena mondiale e assolvere al ruolo di facilitatore di quel processo inscindibile tra formazione, creazione e diffusione delle opere d’arte. Il tema del femminile è trasversale ai generi e ai luoghi; in questo senso, rappresenta un focus di riflessione che accomuna tutto il contesto europeo.

Saranno protagoniste delle prime due giornate della kermesse, ovvero il 2 e 3 luglio, tre compagnie molto differenti fra loro: si tratta del trio costituito da Joanna Bassi, Vio Garcia e Sabina Drag, Chiara Capparelli e Compagnia blucinQue.

Lo spettacolo Trioom, in prima italiana al festival, parte dal concetto secondo cui l'umorismo sia il legame più forte tra le persone. Andando oltre le loro carriere individuali come donne clown, Sabina Drag dalla Polonia, Vio Garcia dalla Spagna e Joanna Bassi, discendente da una famiglia di artisti italo-franco-inglese, si sono riunite a Berlino, dove attualmente vivono, per dare vita a un progetto artistico con il quale reagire all’attuale situazione pandemica. Le artiste hanno così creato uno spettacolo nel quale il classico format di performance comica accompagnata dalla musica si mescola con influssi contemporanei. Utilizzando il pretesto di una falsa videochiamata, le tre clown si prendono gioco della nostra nuova vita digitale, piena di difficoltà tecniche.

“Indubbiamente è troppo presto per misurare l'impatto globale della pandemia sul mondo dello spettacolo. È già chiaro che, con o senza pubblico, vengano documentati molti più spettacoli, una tendenza destinata a rimanere – commenta Joanna Bassi, figlia d’arta, alle spalle una carriera lunga una vita -. Questo crea da un lato una memoria artistica e culturale senza precedenti, e a lungo termine ciò influenzerà gli artisti. Dall'altro dà una responsabilità aggiuntiva agli organizzatori di spettacoli nei confronti del pubblico: dovranno riuscire a ricreare degli ambienti in grado di competere con la comodità del salotto di casa, dove il pubblico ha imparato a guardare tutto ciò che desiderava per mesi”.

Nelle stesse giornate andrà in scena, emozionata per il fatto di portare al festival la sua prima creazione personale, Chiara Capparelli con Além-Corpo, sull'esperienza di “uscita dal corpo fisico", in cui il corpo e la coscienza si separano per alcuni istanti, permettendoci di conoscere le nostre reali possibilità. In quest'opera dal sapore noir e grottesco troviamo un virtuosismo dato dalle acrobazie aeree su corde verticali che opera in funzione di narrativa, interpretazione e movimento e anche una plasticità scenica dovuta alla decostruzione dell’attrezzo e dei materiali utilizzati per la scena.

Il 3 luglio sarà portata in scena Gelsomina Dreams, ultima produzione della compagnia blucinQue  diretta da Caterina Mochi Sismondi. Dichiarato omaggio all'immaginario di Federico Fellini a 100 anni dalla sua nascita, lo spettacolo è stato selezionato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in collaborazione con il Ministero della Cultura tra le 20 produzioni artistiche inedite di danza, teatro e circo contemporaneo da finanziare nell'ambito dell’iniziativa “Vivere all’italiana sul palcoscenico”. Gli artisti in scena si muovono in un’ambientazione sospesa e senza tempo, che allude a un set cinematografico dismesso di felliniana memoria. Gelsomina Dreams innesta sul linguaggio del teatrodanza i linguaggi della musica, suonata dal vivo, qui rielaborando anche melodie del grande Nino Rota, e del circo contemporaneo. Protagonisti in scena: Alexandre Duarte, Elisa Mutto, Federico Ceragioli, Vladimir Ježić, Antonio Fazio, Beatrice Zanin, Niccolò Bottasso e Michelangelo Merlanti.  Con la partecipazione di Paolo Stratta e Nina Carola Stratta. “In ambito artistico non parlerei di questioni di genere quanto di identità: se l'identità dell'artista è forte – spiega Caterina Mochi Sismondi - e si ricerca una coerenza nel proprio percorso creativo, basata su una reale necessità, il fatto di essere una donna può diventare anche un punto di forza”.

Sospensione capillare e cinghie aeree, sapientemente mixate a corda aerea e danza, sono invece le discipline che Clara Larcher e Jose Cerecéda della Compañia Depàso porteranno in scena domenica 4 e lunedì 5 luglio nella loro nuova creazione La Trottola. Due personaggi avvolti in una scena senza tempo, si incontreranno in un viaggio vertiginoso dentro un vortice, un rituale per scoprire che cosa c’è dentro ognuno di loro in mezzo al caos. “È impossibile – spiega Clara Larcher - slegarsi da questa epoca di cambiamento nel mondo delle performing art: è stato così tanto inscatolato fra le mura domestiche e gli schermi che inevitabilmente ci dovrà essere una rinascita esplosiva e potente, lo stesso potenziale di trasformazione e sconvolgimento profondo che sta portando avanti il mondo delle donne. C’è un’evidente sete di cultura da parte di tutti, voglia di fare, di vedere, di nutrirsi. La cultura è necessaria per lo sviluppo di una società sana”.

Domenica 4 luglio data unica per Coline Mercier che si esibirà in prima nazionale in Seule en roue, spaccato su quello che per una clown possa significare essere una giovane donna oggi, nata in un paese patriarcale, educata in mezzo agli stereotipi femminili e a disuguaglianze culturalmente accettate. “La discriminazione uomo-donna esiste e c’è tanto ancora da fare per annullarla, nella fase di formazione dei nuovi artisti così come nella distribuzione degli spettacoli. Il fatto stesso di porci la domanda: esistono discriminazioni di genere nel mondo dello spettacolo dal vivo, testimonia il fatto che le discriminazioni esistono. Gli artisti di tutti i tipi, uomini, donne o LGBTQ, sono essenziali”. Coline sarà come un raggio di sole che rischierà lo spirito del pubblico con le sue marachelle perché chiunque potrà identificarsi nel suo groviglio di gioia, frenesia e indecisione.

Il tempo, concetto su cui i lockdown hanno costretto tutti alla riflessione, è il punto di partenza dello spettacolo in prima nazionale Kairos. Riflessi per la creazione della compagnia Teatro nelle Foglie. Il gioco per Elena Fresch, Marta Finazzi e Nicolas Benincasa, i tre poliedrici artisti che fondano la compagnia, supportati da Damian Fiore Giralt, Lucie Vendlova e Marco Meneghel, è la chiave per liberare il tempo e renderlo libero da impegni e questioni materiali. Per Elena Fresh, socia fondatrice della compagnia e i suoi colleghi, la nuova normalità dettata dalla pandemia “richiede resilienza e capacità di reinventarsi, e la storia ci insegna che noi donne abbiamo tutte le qualità per far sì che ciò accada. Torno in scena diversa, consapevole che niente sarà come prima ma non per forza con un’accezione negativa”. Fra una ricca scenografia, video mapping e tecnologie di proiezione 3D digitale, per ben cinque giorni, dal 4 all’8 luglio, prenderà vita una realtà altra nella quale lo spettatore non potrà fare altro che immergersi.

Con gli occhi sognanti ma sempre ben aperti il 6 e 7 luglio potremo assistere alla commedia romantica della Compagnia Autoportante. I due filferristi Emma Edvige Ungaro e Damián Elencwajg in Fuori al naturale porteranno sul filo teso una storia d’amore, la loro storia, raccontando la routine di una coppia che giornalmente si prepara per la vita con conflitti, divertimento, delusioni e riconquiste. Equilibrio, danza e teatro si mescoleranno con l'unico fine di stupire ed emozionare i pubblici di tutto il mondo. Gli acrobati si muoveranno sulle note della Pizzica, danza tradizionale del Salento, che farà da colonna sonora all’intero spettacolo. “Tornare in scena con la prima di uno studio del nostro nuovo spettacolo è ancora più emozionante, e che sia Fondazione Cirko Vertigo a ospitarci assume un significato ancora più forte – spiega Edvige Ungaro -, il trampolino di lancio verso i miei sogni, da dove tutto è partito, dove ci siamo conosciuti io e mio marito, compagno di vita e di lavoro. Un 'emozione indescrivibile, sarà una grande sfida per me gestire emozioni così forti. Amo le sfide, per questo faccio filo teso”.

Una indimenticabile protagonista della letteratura mondiale e di una delle storie d’amore più popolari al mondo, Giulietta di William Shakespeare, è colei che dà ispirazione al secondo lavoro portato al festival dalla compagnia blucinQue diretta da Caterina Mochi Sismondi, in data unica mercoledì 7 luglio. Vertigine di Giulietta – Distance mode è un lavoro di ricerca sul movimento e la composizione tra teatrodanza, testo, musica dal vivo e discipline circensi, ora con il focus della distanza, da agire e sperimentare anche sulla scena per un percorso post lockdown. A scandire il ritmo, l’alternanza simbiotica di brani di Prokofiev e della musica eseguita da un violoncello classico processato dal vivo da Bea Zanin, musicista in scena insieme ai cinque performer, danzatori e circensi, coinvolti nella composizione fisica e musicale, ovvero Elisa Mutto, Alexandre Duarte, Federico Ceragioli, Vladimir Ježić, e Rio Ballerani.

Il corso professionale per Artista di Circo contemporaneo di Fondazione Cirko Vertigo riconferma la propria vocazione ad essere hub creativo e formativo, preparando le giovani promesse del circo contemporaneo non solo all’esibizione scenica, ma a diventare individualmente artefici di un processo creativo ed esprimere al meglio il proprio talento. È questo il senso più vero di Exit, esibizione dei 14 allievi dell’ultimo anno dell’Accademia, impegnati ciascuno nella realizzazione di un numero intimo e personale volto a suggellare il proprio percorso formativo e artistico. Con l’accompagnamento artistico di Alessandra Simone e Luca Morrocchi, i giovani artisti si esibiranno durante le tre serate conclusive del festival in quattro differenti cast, di cui faranno parte: Filimon Alexandro Balacel, Shunya Baner, Sukey Jane Calladine, Victoria Georgoulaki Tzannetou, Mayra Alejandra Gonzalez Borja, Simona Lea Huber, Daniele Ippolito, Michelangelo Merlanti, Sara Montanaro, Arianna Puiatti, Beatrice Rosso, Yaniv Shem Tov, Besmir Sula, Carina Zimmermann e Georgina Danaé Basurto Gutiérrez.

La carta, così malleabile e delicata, è elemento guida della creazione Charta della compagnia Nomaduo, costituita da Cristiana Morelli e Flavio Barbui, visibile nelle due serate conclusive del festival, il 9 e 10 luglio. Tra mano a mano, scala di equilibrio e aerea e acroduo i due artisti, emozionati all’idea di poter condividere dal vivo la loro arte, portano in scena uno spettacolo nel quale la carta si trasforma e diventa contenitore di infinite possibilità, luogo in cui poter mettere qualunque tipo di espressione umana, un magazzino infinito di arte e significato, aperto a qualunque persona voglia assaporarne e condividerne il contenuto.

In prima nazionale il 9 luglio uno degli appuntamenti più attesi dal festival: la compagnia francese Cabas, grazie alla regista Sophia Perez e l’aiuto regista Karine Noël, la direttrice di produzione Maude Tornare e la sound designer Colombine Jacquemont, porta in scena l’adrenalinico spettacolo Desiderata con il quale affronterà il tema dell’identità di genere attraverso i corpi di 6 giovani uomini: Remi Auzanneau, Hernan Elencwajg, Johannes Holm Veje, Tanguy Pelayo, Baptiste Petit e Martin Richard. Le loro acrobazie mozzafiato, eseguite con l’ausilio della bascula e del quadro coreani, racconteranno la parte più intima degli acrobati in scena. Desiderata reinventa la loro arte, la loro tecnica acrobatica in modo che risuoni coralmente. I protagonisti metteranno in discussione la propria identità lasciando il pubblico a bocca aperta con i loro virtuosismi e grazie alla vasta gamma di emozioni portate sul palco.

Il festival internazionale Sul filo del Circo chiude con Leo Bassi, monumento della clownerie mondiale, che lascerà gli spettatori piacevolmente sconvolti e totalmente disarmati di fronte alle sue trovate dissacranti, frutto di una carriera lunga 40 anni. Nel suo Best of Leo Bassi – Woman Edition dedicato alla donna e al tema del femminile, riuscirà a giocare come sempre sulla provocazione e sugli eccessi per rompere ancora una volta tutti gli schemi e i generi, collocandosi fra il comico, il teatro di strada, l'arte circense e il teatro politico.

Durante i giorni del festival è inoltre in programma, all’interno dello Chalet Allemand, nel parco culturale Le Serre di Grugliasco, una mostra dedicata a Eugenio Guglielminetti, scenografo, costumista, pittore e scultore italiano. Nato ad Asti nel 1921, questa mostra intende rendere omaggio al suo genio artistico a cento anni dalla nascita attraverso non solo l’esposizione di alcune delle sue opere ma anche con la lettura, da parte di artisti della Fondazione di passi de Il carro volante, opera letteraria del Maestro Guglielminetti. Le letture si terranno il giorno di apertura del festival, il 2 luglio alle 20 e a seguire lunedì 5 alle 19.30 e martedì 6 luglio alle 20, all’interno del parco culturale Le Serre.

Eugenio Guglielminetti ha frequentato l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Allievo di Giuseppe Manzone e di Felice Casorati, si è formato nel vivace ambiente artistico torinese degli anni Quaranta e Cinquanta, a contatto con artisti quali Enrico Paulucci, Albino Galvano, Luigi Spazzapan, Mino Rosso, Italo Cremona e Paola Levi Montalcini. Attingendo a quegli umori culturali, con la direzione della galleria d'arte “La Giostra” di Asti e gli intensi rapporti con la cultura più viva del tempo, Guglielminetti definisce le coordinate del suo operare di pittore-scultore, parimenti segnato dai frequenti soggiorni parigini del secondo dopoguerra e dal contatto con le tendenze delle avanguardie internazionali. Da tali esperienze il suo mondo poetico scaturisce in tutta la sua pienezza. A partire dal 1946 all'attività artistica Guglielminetti affianca quella di scenografo teatrale, divenuta professione dal 1953, che lo rende noto a livello internazionale e lo impegna in produzioni di grande prestigio. Basti pensare che dal 1946 al 2006 Guglielminetti progetta più di 300 scenografie.

Ha collaborato con il Centro Nazionale di Studi Alfieriani, i teatri stabili di Torino, Roma, Genova e Palermo, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro delle Novità di Milano, il Teatro alla Scala di Milano, il Carlo Felice di Genova, il San Carlo di Napoli, il Regio di Torino, la Fenice di Venezia, il Colon di Buenos Aires, la Deutsche Oper di Berlino, il Grand Theatre di Ginevra, la RAI-Tv Italiana, il Teatro Comunale di Bologna, l'Autunno Musicale Napoletano, il Teatro Bellini di Catania, le compagnie Proclemer-Albertazzi, Mario Scaccia, Ileana Ghione, Calindri-Villi, Paolo Poli, Loredana Furno, Mago Povero, Satta Flores-Quattrini, Gigi Proietti, il Teatro Sistina. La ricerca pittorica e scultorea, tuttavia, non è mai abbandonata, come documenta la presenza dell'artista a numerose rassegne d'arte contemporanea.

comunicato stampa

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