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Economia e lavoro | 13 ottobre 2021, 15:18

Maserati Grugliasco, assemblea dei lavoratori. Sventola il tricolore: "Lo vogliamo ricordare a Draghi e ai francesi che qui è Italia" [FOTO]

Dopo settimane di incertezze, dal vertice di lunedì al Mise è arrivata la decisione di spostare l'attività nello storico stabilimento torinese. I rappresentanti degli operai: "Questo è uno stabilimento che ha 8 anni e all'avanguardia: non si può abbandonare così"

Assemblea lavoratori all'esterno di Agap

Assemblea dei lavoratori fuori dallo stabilimento Agap Maserati di Grugliasco

Lo avevano annunciato già prima che da Roma, dal Ministero per lo Sviluppo Economico, arrivassero notizie sullo spostamento totale a Mirafiori. Ma dopo questa decisione, ha assunto ancora più valore l'assemblea organizzata per questa mattina davanti ai cancelli di Agap Grugliasco da parte di alcune delle rsa presenti nello stabilimento "Giovanni Agnelli": Fiom, Uilm, Fismic e Ugl.

"Non è un funerale, ma è necessario riflettere a fondo"

"Non volevamo celebrare un funerale, ma fare il punto sulle notizie arrivate sul nostro futuro - dice Giacomo Zulianello, esponente Fiom Cgil in fabbrica -. Tutti convergono sul fatto che questo stabilimento ha 8 anni e le premesse erano che non avrebbero chiuso nessuna fabbrica". "Inoltre, non è pensabile che si possa smontare una verniciatura e portarla via, ma anche altre attività sarebbero esorbitanti dal punto di vista del costo, dovendo spostare pezzi da qui a Mirafiori", prosegue Zulianello. "Ma anche sui posti di lavoro: magari gli operai avranno lavoro, ma tutto l'indotto che fine farà?".E sui cancelli è comparso un tricolore italiano: "Lo vogliamo ricordare ai francesi, qui è Italia, ma anche al nostro Governo: Draghi si impegni e faccia qualcosa. Non ci fermeremo certo a oggi: faremo altre iniziative".E Ciro Marino, segretario Uglm Torino, ha aggiunto: "La chiusura del sito di Grugliasco lascia l’amaro in bocca: una ferita che lascerà il segno e che si accoderà a tutti i siti produttivi dell'automotive dismessi. La priorità è la tutela di posti di lavoro e dell’indotto che ne deriva a partire dai servizi prestati dalle maestranze all’interno del sito. Attendiamo la data di convocazione qui a Torino con i vertici di Stellantis per capire nel dettaglio fino dove affondano le radici di questo piano industriale e ci riserviamo di fare le opportune considerazione e le eventuali iniziative da intraprendere dopo aver preso visione dello stato dell’arte del piano"."La voce che si è levata forte tra tutti i presenti è stata piena di preoccupazione per il futuro lavorativo dei dipendenti e dell’indotto - aggiunge Enzo Li Gregni, segretario regionale Fismic Confsal -. Chiediamo che durante l'incontro previsto per il 25 ottobre Stellantis ci fornisca certezze e garanzie occupazionali, tali da assicurare un futuro lavorativo per tutti gli interessati. Come sindacato ci impegneremo a seguire un percorso unitario per vigilare attentamente su tutte le fasi di questa dolorosa vicenda".

La presenza del Comune e delle istituzioni

Alla manifestazione, a portare la solidarietà delle istituzioni, ma anche a ribadire che quella rimane un'area a destinazione industriale, anche il sindaco di Grugliasco, Roberto Montà. E tra la maggioranza che sostiene il primo cittadino, proprio il Partito Democratico sottolinea come “Siamo e saremo sempre vigili sulla vicenda Maserati. Lo spostamento della produzione rischia di avere ripercussioni sulla città, non possiamo permetterlo – dichiara Dario Lorenzoni, segretario Pd Grugliasco – . La proprietà dimostri maturità e correttezza nei rapporti con l'Amministrazione". “Il gruppo consigliare del PD di Grugliasco ha sempre seguito le vicende dello stabilimento di Maserati e apprendiamo con preoccupazione l'intenzione di dismetterlo da parte di Stellantis – aggiunge il capogruppo dem in Consiglio comunale, Pier Paolo Soncin –. Sia chiaro che né questa né la prossima amministrazione, se saremo noi a guidarla, consentirà alcun cambio di destinazione d'uso per quell'area, che vanta tradizione e posizione che devono rimanere produttive”.

 

Massimiliano Sciullo

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