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Politica | 04 novembre 2021, 16:52

Piemonte contro i "furbetti" del reddito di cittadinanza: "Segnalato all'Inps chi rifiuta formazione"

Nella nostra regione 80 mila percettori del bonus, 20 mila hanno firmato patto sul lavoro

Piemonte contro i "furbetti" del reddito di cittadinanza: "Segnalato all'Inps chi rifiuta formazione"

Il Piemonte punta a "stanare" i furbetti del reddito di cittadinanza. La Regione ha deciso infatti di realizzare dei percorsi di formazione destinati ai 20mila percettori del bonus che hanno firmato il patto sul lavoro. "Chi ha un'occupazione in nero - ha spiegato la Chiorino - e quindi ha difficoltà ha seguire questi corsi o li rifiuta verrà segnalato all'Inps". 

In Piemonte sono 80mila i cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza. Come stabilito dalla legge un quarto di questi è obbligato a seguire un percorso personalizzato di inserimento lavorativo e di inclusione sociale. La Regione ha deciso di mettere a disposizione un finanziamento di oltre 4 milioni di euro per finanziare questi ultimi, che avranno una durata massima di 200 ore.

Cirio: "Evitare a ogni costo che diventi misura assistenziale"

"Aiutare i cittadini a trovare lavoro - ha spiegato il Presidente Alberto Cirio - grazie alla riqualificazione è un nostro dovere, ma lo è anche fare le cose giuste. Ecco perché il percettore di reddito di cittadinanza che rifiuterà di partecipare alle attività formative, mirate a renderlo più forte e qualificato, verrà segnalato. Perché con il suo diniego, quello che dovrebbe essere un aiuto in attesa della ricollocazione diventerebbe una misura meramente assistenziale, il che è profondamente sbagliato e deve essere evitato a ogni costo".

Chiorino: "Vogliamo ridurre spazi lavoro in nero"

"Il reddito di cittadinanza - ha aggiunto l'assessore regionale al lavoro Elena Chiorino - è una misura che purtroppo non aiuta a trovare lavoro, era facilmente prevedibile e i dati lo confermano. Noi abbiamo deciso di attivare una misura indipendente da quelle del Governo, interamente regionale. L'obiettivo è doppio: per chi è seriamente in cerca di lavoro, dare strumenti ulteriori per facilitare l'incontro fra domanda e offerta, ma nel contempo ridurre gli spazi del lavoro nero. Ci sembra rispettoso di tutti i cittadini che non percepiscono il reddito di cittadinanza ma pagano regolarmente le tasse".

Cinzia Gatti e Andrea Parisotto

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