(Adnkronos) - Per sostenere che gli alleati Nato non hanno mai fatto niente per gli Stati Uniti, Donald Trump afferma che in Afghanistan i loro militari sono rimasti sempre nelle retrovie. "Non abbiamo mai avuto bisogno di loro, non gli abbiamo neanche chiesto niente, dissero che avrebbero mandato dei militari in Afghanistan, l'hanno fatto, ma sono rimasti un po' indietro, un po' lontano dal fronte", ha detto in un'intervista a Fox News il presidente americano che già nel discorso di due giorni fa aveva detto "non abbiamo mai avuto e mai chiesto niente alla Nato", per sostenere che ora gli Usa chiedono "solo" la Groenlandia.
La parole di Trump ancora una volta cancellano e distorcono la storia, dal momento che gli Stati Uniti dopo l'11 settembre, per la prima e unica volta dalla creazione dell'Alleanza Atlantica, hanno invocato l'articolo 5 della difesa collettiva che prevede che "un attacco armato contro un membro della Nato deve essere considerato come un attacco contro tutti i membri". Queste parole sono suonate come un'offesa alla memoria dei 3486 militari di Paesi Nato caduti in 20 anni di guerra in Afghanistan, contro i 2461 militari Usa, in particolare nel Regno Unito dove sono stati 457 i militari caduti.
Si è sollevata un'ondata di proteste, con decine di dichiarazioni da parte di politici di tutti i partiti tradizionali, molti dei quali reduci che hanno servito in Afghanistan o Iraq. "Il presidente Trump ha sbagliato a sminuire il ruolo delle truppe Nato, comprese le forze britanniche, in Afghanistan dopo gli attacchi dell'11 settembre", il commento di Downing Street.
Il portavoce di Keir Starmer ha corretto il presidente americano, sottolineando che "l'articolo 5 della Nato fu invocato per la prima volta e le forze britanniche hanno servito, insieme ad altre forze alleate, in continue operazioni di combattimento". Poi ha ricordato che 457 militari britannici sono caduti e "molti di più sono rimasti feriti" anche in modi "che hanno cambiato le loro vite". "Siamo incredibilmente orgogliosi delle nostre forze e il loro sacrificio non sarà mai dimenticato", ha concluso.
Il portavoce non ha appoggiato chi chiede le scuse di Trump ed ha evitato di rispondere direttamente alla domanda se Starmer solleverà la questione con Trump, come suggerito oggi dal ministro Stephen Kinnock. Non sembra quindi che vi sia intenzione di convocare l'ambasciatore Usa, come stanno chiedendo i Lib Dem.
Le dichiarazioni di Downing Street arrivano dopo che il ministro della Difesa, John Healy, ha fatto un riferimento alla vicenda, senza nominare Trump, in un post in cui ha ricordato che "l'articolo è stato attivato una sola volta, il Regno Unito e gli alleati Nato hanno risposto alla richiesta Usa, e oltre 450 soldati britannici hanno perso la vita in Afghanistan".
La leader dei conservatori, Kemi Badenoch, ha definito "una totale assurdità" le dichiarazioni di Trump: "Militari britannici, canadesi e Nato hanno combattuto e sono morti insieme a quelli Usa per 30 anni, questo è un fatto non un'opinione, il loro sacrificio merita rispetto non denigrazione". "457 militari britannici hanno perso la vita in Afghanistan, Trump ha evitato il servizio militare cinque volte, come osa mettere in discussione il loro sacrificio", le ha fatto eco Ed Davey, il leader Lib Dem che poi ha puntato il dito contro Nigel Farage, il nazionalista trumpiano di Reform Uk, affermando che si dovrebbe vergognare.
Mentre per Tan Dhesi, presidente della commissione Difesa ai Comuni, le dichiarazioni di Trump "sono un insulto per i nostri coraggiosi uomini e donne in divisa che hanno rischiato la vita per aiutare i nostri alleati, fino al sacrificio estremo". Già prima delle dichiarazioni di Trump, nei giorni scorsi c'erano state le proteste dei reduci di un altro alleato, la Danimarca, che con i suoi 44 militari uccisi ha il numero più alto di caduti nelle operazioni Nato in proporzione alla sua popolazione. E ora si trova nell'occhio del ciclone di attacchi e accuse di ingratitudine da parte di Trump perché si oppone all'idea di cedergli la Groenlandia.
"Non ho niente di personale contro le persone con le quali ho combattuto, ma mi sento tradito, è estremamente sgradevole", ha dichiarato al Wall Street Journal Martin Tamm Andersen, che ha combattuto in Iraq e in Afghanistan, dove come tenente della Guardia Reale danese ha avuto il comando di marine americani in operazioni nella provincia di Helmand, una posizione certo non da retrovie.











