Il futuro della Linea 1 della Metropolitana di Torino, nel suo prolungamento verso Rivoli, prosegue a passi incerti. Tra nodi burocratici, ritardi nei piani di rientro delle aziende e l’arrivo di nuove risorse finanziarie, il quadro che emerge è quello di un’opera strategica che deve fare i conti con un cronoprogramma ancora non chiaro.
Il nodo dei cantieri
La situazione più critica riguarda l’attuale gestione dei cantieri. Come emerso recentemente, il rischio concreto è che il completamento della linea fino a Rivoli possa slittare definitivamente al 2030. Il punto di rottura è rappresentato dal mancato piano di rientro da parte di Ici (Italiana Costruzioni Infrastrutture) con un inevitabile allungamento dei tempi tecnici.
L'Ad di InfraTo Bernardino Chiaia, mantiene un profilo di estrema prudenza sulla risoluzione della crisi. Nonostante il "lavoro costante" per sbrogliare la matassa, i tempi non sono ancora certi: "Non abbiamo novità, l'azienda sta lavorando e stiamo andando avanti a piccoli passi. Ci vorranno un paio di mesi per capire bene la situazione e avere un quadro definitivo".
8,5 milioni dalla Regione
Nelle scorse settimane era emersa la notizia della copertura da Roma con uno stanziamento di altri 8.5 milioni di euro dal Governo per completare la Metropolitana fino a Cascine Vica Rivoli. Fondi affidati a Regione e a cascata a Infrato, come stazione appaltante. "I fondi sono già stati assegnati - ha detto Enrico Bussalino, assessore regionale alle grandi opere -, dovremmo esserci in un mese o un mese e mezzo".
Scale mobili: il piano per le coperture
Oltre ai grandi scavi, l'attenzione resta alta anche sulla manutenzione e l'efficienza delle stazioni esistenti, dove le scale mobili continuano a rappresentare un punto debole del sistema, spesso soggette a guasti dovuti all'esposizione agli agenti atmosferici.
Sul tema specifico delle coperture delle scale, Chiaia ha confermato che la fase burocratica è ormai conclusa, ma l'avvio dei lavori resta vincolato alla cassa: "La progettazione è stata terminata e abbiamo già ricevuto il parere positivo della Soprintendenza - ha aggiunto Chiaia -. Ora aspettiamo i finanziamenti necessari per far partire gli interventi e proteggere finalmente gli impianti".













