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Grugliasco | 13 aprile 2026, 14:08

Furti a catena nel parcheggio Gtt del Gerbido, auto dei dipendenti nel mirino di una banda

Quattro episodi in 5 mesi: i veicoli, rubati durante i turni, vengono usati per commettere altri colpi

Alcuni dei veicoli rubati e danneggiati nel deposito Gtt

Alcuni dei veicoli rubati e danneggiati nel deposito Gtt

Una sequenza ormai sistematica, che si ripete da mesi e che ha trasformato il parcheggio del deposito Gerbido del Gtt in un bersaglio costante. Auto rubate durante i turni di lavoro, utilizzate per compiere altri reati e poi abbandonate: è questo lo schema che emerge dalle denunce dei dipendenti, esasperati da una situazione definita “insostenibile”.

L’ultimo episodio, avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 aprile tra strada del Portone e corso Orbassano, rappresenta solo l’ennesimo capitolo di una vicenda più ampia. A raccontarlo è Andrea Forneris, autista e sindacalista, che si è ritrovato vittima diretta del sistema: “Entriamo in servizio con l’angoscia. Non sappiamo se, al ritorno, troveremo ancora la nostra auto”.

Il modus operandi: rubare, usare, abbandonare

Secondo quanto ricostruito, la banda agisce con modalità ormai ricorrenti. Nella notte dei fatti, i ladri avrebbero inizialmente rubato un’Alfa Romeo Giulietta a Rivoli, utilizzata per raggiungere il deposito Gtt del Gerbido. Qui, il veicolo è stato abbandonato con il motore acceso.

A quel punto è iniziata la seconda fase: i malviventi hanno tentato di rubare una Fiat Tipo appartenente a un dipendente, senza riuscirci ma causando danni pesanti all’impianto elettrico. Fallito il primo tentativo, si sono spostati su una seconda auto, la Fiat 500L di Andrea.

Mi hanno divelto la portiera lato passeggero e, con un cacciavite, sono riusciti ad avviarla”, racconta. L’auto è stata poi utilizzata per raggiungere un concessionario di corso Orbassano, dove è stata abbandonata dopo essere servita per un ulteriore colpo.

L’assalto ai concessionari e la fuga

Una volta arrivati al concessionario, la banda – composta da cinque o più persone, tutte incappucciate – ha tentato di rubare alcune vetture, in particolare modelli Abarth. Dopo aver scavalcato i cancelli, i ladri sono riusciti ad accendere alcune auto e a sfondare le barriere utilizzando un’altra vettura come ariete.

Il colpo si è concluso con il furto di una 500 Abarth, poi utilizzata per un tentativo successivo a Chieri. Qui però l’intervento tempestivo dei carabinieri ha costretto i malviventi alla fuga nei campi, abbandonando il veicolo.

Un fenomeno che dura da mesi

Quello accaduto non è un caso isolato. I dipendenti Gtt parlano di almeno quattro episodi simili negli ultimi cinque mesi. Auto personali rubate durante il servizio, ritrovate danneggiate o addirittura distrutte.

È diventato un supermarket”, denuncia Andrea. “Le nostre macchine spariscono, vengono usate per altri reati e poi ritrovate a pezzi. E spesso i danni restano a carico nostro”.

Tra i casi segnalati anche una 500 Abarth rubata mesi fa e ritrovata a Nichelino con gravi danni, oltre a diversi veicoli recuperati con componenti mancanti o completamente inutilizzabili.

L’esasperazione: “Così non possiamo lavorare”

Il problema, sottolineano i lavoratori, è aggravato dal fatto che i furti avvengono in un’area trafficata e frequentata, a pochi metri dal capolinea di una linea urbana. Nonostante le denunce già presentate, i dipendenti lamentano una scarsa risposta concreta.

“Non è solo una questione economica, ma di sicurezza e serenità”, spiegano. “Andare a lavorare con la paura di non trovare più la propria auto è inaccettabile”. A pesare anche le conseguenze pratiche: veicoli sotto sequestro perché utilizzati nei reati, impossibilità di spostarsi e costi di riparazione spesso elevati.

Indagini in corso e piste aperte

Le indagini dei carabinieri, a cui sono state sottoposto alcune denunce, sono in corso per identificare i responsabili, che sembrerebbero agire come una banda organizzata e ben strutturata. Tra le ipotesi al vaglio anche un possibile collegamento con altri furti avvenuti tra Rivoli, Moncalieri e la zona sud di Torino. Nel frattempo, tra i lavoratori cresce la preoccupazione e la richiesta di interventi concreti per mettere in sicurezza l’area del deposito.

ph.ver.

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