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Ultim'ora | 27 aprile 2026, 16:31

Grazia a Nicole Minetti, Quirinale: "Chiesta verifica a ministero della Giustizia"

Grazia a Nicole Minetti, Quirinale: "Chiesta verifica a ministero della Giustizia"

(Adnkronos) -

La Presidenza della Repubblica con una lettera al ministero della Giustizia chiede chiarimenti urgenti sugli elementi che hanno portato alla concessione della grazia a Nicole Minetti dopo le rivelazioni di stampa che gettano ombre sulla veridicità di alcuni fatti. Le due versioni - quella dei legali che hanno presentato istanza e quella emersa dall'inchiesta del Fatto quotidiano - "non sono conciliabili", spiega chi ha studiato la domanda di grazia concessa "per motivi umanitari". La grazia, in linea teorica, potrebbe essere revocata. 

La Presidenza della Repubblica - ha fatto sapere una nota del Colle - ha inviato una lettera al ministero della Giustizia: "In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa". La richiesta del Quirinale mira a chiarire rapidamente la correttezza dei dati alla base del provvedimento di grazia, alla luce delle contestazioni emerse pubblicamente.  

 

Secondo fonti del Quirinale la richiesta di approfondimenti sui requisiti per la concessione dell'atto di clemenza nei confronti di Minetti è stata rivolta al ministero della Giustizia, che è competente in via esclusiva a svolgere l'attività istruttoria in merito alle domande di grazia, come sancito dalla Corte Costituzionale (sentenza numero 200 del 2006). Il Presidente della Repubblica, in sostanza, fanno notare le stesse fonti, non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti che gli vengono prospettati e fonda la propria decisione sui documenti, che gli vengono sottoposti, nonchè sulle valutazioni formulate a tal proposito dall'autorità giudiziaria e dal dicastero di via Arenula. 

A quanto si apprende il ministero della Giustizia, sulla base della richiesta del Quirinale, ha aperto un’istruttoria interna sul caso e sta operando tutte le verifiche necessarie alla ricostruzione dei fatti anche alla luce delle recenti notizie di stampa.  

La Procura generale di Milano (che aveva espresso parere positivo sul caso) è in attesa di una delega del ministero della Giustizia per svolgere accertamenti all'estero (non concessi in una prima fase di valutazione) nei confronti di Minetti.  

"In relazione alla procedura di grazia che ha interessato la signora Nicole Minetti, il ministero della Giustizia dà notizia che nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura" comunica lo stesso ministero in una nota. 

"Alla domanda dell'atto di clemenza, proposta dall’interessata alla Presidenza della Repubblica, ha fatto seguito l’istruttoria di rito, in esito alla quale il Procuratore generale di Milano ha espresso parere favorevole. A esso hanno fatto seguito – in assenza di elementi di connotazione negativa a carico della Minetti – analogo parere della competente Direzione del Ministero della Giustizia e il conseguente parere favorevole espresso dal Ministro e trasmesso alla Presidenza. Il ministero - concludono - ha rappresentato oggi alla Procura generale presso la Corte d’appello di Milano, conformemente alle sue richieste in data odierna, la necessità di acquisire ogni informazione ed elemento utile a consentire l’opportuna valutazione circa le notizie comparse su organi di stampa". 

 

"In riferimento alle notizie apparse sul quotidiano Il Fatto Quotidiano", Nicole Minetti ha voluto precisare che "le informazioni diffuse risultano prive di fondamento e gravemente lesive della propria reputazione personale e familiare. Per tale motivo, la scrivente ha conferito mandato ai propri legali affinché procedano con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata, intimando l’immediata cessazione della diffusione di ulteriori notizie false, diffamatorie e lesive". 

"Contestualmente, è stato altresì conferito incarico ai legali di procedere con le opportune azioni legali nei confronti dei giornalisti e della testata giornalistica coinvolta, nelle sedi competenti. Si confida altresì nell’intervento delle competenti autorità affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e vengano adottati i provvedimenti necessari a tutela dei dati sensibili e dei propri familiari", conclude Minetti. 

 

La vicenda fa insorgere l'opposizione che va all'attacco del Guardasigilli. “Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c’è più tempo da perdere: la sua permanenza al Ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo”, attacca dal Pd la responsabile Giustizia Debora Serracchiani. “Quanto sta emergendo - sottolinea la deputata dem - è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce".  

E da Avs Angelo Bonelli annuncia un'interrogazione parlamentare a Nordio "anche alla luce dell’inchiesta giornalistica, per sapere quali verifiche siano state effettuate e se vi siano state omissioni o informazioni non corrette nella domanda di grazia. La grazia è un atto delicatissimo che non può poggiare su zone d’ombra. Il Paese ha diritto alla verità".  

 

"Prima di chiedere le mie dimissioni Serracchiani avrebbe dovuto rileggere, visto che è laureata in Giurisprudenza, l'articolo 681 del codice di procedura penale, sui provvedimenti relativi alla grazia" ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio rispondendo a Deborah Serracchiani che ne ha invocato le dimissioni in merito al caso Minetti. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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