(Adnkronos) - “Posso certamente anticipare che Umbria Jazz 2026 non sarà il festival esclusivamente di Sting o di Zucchero: c'è tanto altro e soprattutto c’è tanto jazz, oltre al pop rock, per cui il festival è conosciuto e divenuto così importante. Siamo veramente soddisfatti della programmazione e stiamo già lavorando per il festival invernale ad Orvieto, dal 30 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027”. Così Carlo Pagnotta, fondatore e direttore artistico Umbria Jazz, intervenendo a Milano alla presentazione di ‘Umbria Jazz’, il festival di musica jazz in svolgimento a Perugia dal 3 al 12 luglio 2026. La 53esima edizione, che sarà aperta da Sting, prevede 257 eventi, più di 80 band, 380 musicisti e 14 palcoscenici tra piazze, teatri e spazi all’aperto.
La contaminazione musicale, oltre che essere attrattiva per un numero più ampio di appassionati, aiuta a far conoscere un genere di nicchia come il jazz: “L'Arena Santa Giuliana, il main stage del festival, può ospitare 6.000 persone sedute e oltre 12.000 in piedi - precisa - quindi suonare soltanto jazz diventa difficile -. spiega - Non dimentichiamo che il jazz era e rimane una musica di nicchia”.
La filosofia del festival resta quasi invariata da più di mezzo secolo: permane infatti la gratuità di molti eventi in calendario, oltre la metà nel 2026: “Siamo nati nel 1973 con solo concerti gratuiti, manteniamo vivo quello che ci siamo inventati allora. Ad aver garantito il lungo successo del festival è stato anche questo, ma il merito maggiore è degli artisti” conclude Pagnotta.













