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Politica | 14 settembre 2020, 14:57

Venaria, "Salvini appeso" sul profilo Instagram: scoppia la bagarre sul candidato consigliere del centrosinistra

Il Pd si dissocia, la candidata sindaca Schillaci: "Atto grave". Nicchia il suo competitor del centrodestra, Giulivi: "Abbassiamo i toni". Sarcastico il leader della Lega: "Rispondiamo con lavoro e sorrisi"

Venaria, "Salvini appeso" sul profilo Instagram: scoppia la bagarre sul candidato consigliere del centrosinistra

E' bufera a Venaria a meno di una settimana dal voto. Colpa di un post su Instagram pubblicato da un giovane candidato consigliere del Partito Democratico, Fabio Tumminello, praticante avvocato. Nell'immagine, la foto della scritta "Salvini appeso" fatta con lo spray su un muro della città.

Ad accorgersi del discutibile messaggio postato dall'aspirante consigliere è stato il vicepresidente della Lega in Consiglio regionale, e segretario della sezione cittadina del Carroccio, Andrea Cerutti, che ha denunciato: "Il Partito Democratico a Venaria candida individui che offendono e incitano alla violenza".

Immediata la bagarre politica. Il Partito Democratico prende le distanze da Tumminello: "Come specificato dallo stesso candidato, il post voleva essere ironico, ma l’iniziale ironia si è invece trasformata in un’infelice battuta che non rispecchia i valori del nostro partito".

"Chiediamo scusa, anche a nome del nostro candidato, a chiunque si sia sentito offeso da questa esternazione - prosegue la nota del Pd di Venaria - e siamo altresì certi della sua buona fede, conoscendone sì l'esuberanza, ma anche il carattere mite ed assolutamente non violento. Un errore dettato dalla giovane età da lui pienamente riconosciuto e per il quale si è già dichiarato dispiaciuto, provvedendo a rimuovere prontamente il post dai social".

Critica anche la candidata sindaca del centrosinistra Rossana Schillaci, che ricondivide sui social il comunicato del Pd e parla di "Atto grave".

Duro l'intervento della Lega Piemonte: "Nessuno spazio a chi minaccia e offende la dignità del proprio avversario politico. L'uscita eufemisticamente infelice di Tumminello contro Salvini non ha che un epilogo: il ritiro della candidatura come tangibile segnale di una seria presa di distanza del Pd da queste inaccettabili posizioni".

"In tanti anni a fianco di Matteo Salvini ho visto attacchi di ogni genere ma mai come in questo periodo vedo un’esasperazione dei toni violenti da parte della sinistra nei confronti della Lega e del suo leader", sottolinea l'europarlamentare della Lega, Alessandro Panza. "Auspichiamo un dibattito politico costruttivo e democratico, senza pericolose e strumentali demonizzazioni dell'avversario".

A stemperare i toni ci pensa il candidato sindaco del centrodestra, Fabio Giulivi, che spiega: "Non conosco personalmente Tumminello. Mi dicono che spesso abbia pubblicato post goliardici o di satira prendendomi di mira, ma non mi ha mai creato alcun problema perché penso faccia parte del gioco. Credo che come molti purtroppo si sia fatto prendere la mano dai social dando un'immagine diversa da quello che è realmente. Ha pubblicato un'immagine certamente grave, che non aiuta il clima che stiamo cercando di mantenere, ma noi dobbiamo pensare subito a Venaria e ai suoi tanti problemi. La gente è stanca di liti, di risse, di stracci che volano. Anche se naturalmente esprimo solidarietà agli alleati attaccati in questo modo".

Non si è fatta attendere, ovviamente, la reazione del leader della Lega Matteo Salvini, oggetto dell'offesa ma anche politico sufficientemente esperto da sapere che l'autogol di Tumminello è un assist inaspettato da sfruttare a pochi giorni dal voto. "Parlerò di scuola, di giovani e di lavoro - ha detto, annunciando che arriverà a Venaria mercoledì alle 17 - non di minacce. Noi portiamo nelle piazze d’Italia idee e proposte sulla scuola, sul lavoro, sui giovani, sulla sanità, sull'abbattimento delle barriere architettoniche e sul sostegno a famiglie, imprenditori, artigiani e agricoltori. Possono piacere o non piacere, ma sono idee, proposte, soluzioni. Altri preferiscono gli insulti, i lanci di sedie, bottiglie o pomodori, le minacce o lo strappo di camicie e Rosari. Alla rabbia e alla paura rispondiamo col sorriso e col lavoro. Avanti, con gioia, per il bene di tutti gli Italiani".

Daniele Angi

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