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Politica | 28 novembre 2020, 12:25

Covid, lettera aperta ad Alberto Cirio: "La condizione in cui versa la Sanità piemontese ci lascia senza parole"

A firmare la missiva, decine di personalità e professionisti: politici, ex amministratori, ma anche medici, avvocati, architetti e giuristi. Il documento punta il dito su quanto sarebbe stato possibile fare e non è stato fatto

Covid, lettera aperta ad Alberto Cirio: "La condizione in cui versa la Sanità piemontese ci lascia senza parole"

"La condizione in cui versa la sanità piemontese ci lascia senza parole". E' questo, in estrema sintesi, il concetto che si è visto recapitare nelle scorse ore sulla propria scrivania Alberto Cirio. Il governatore regionale è infatti il destinatario (insieme all'assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi e il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia) della lettera che vede in calce decine e decine di firme, in rappresentanza di un gruppo piuttosto nutrito e variegato di politici, ex amministratori, ma anche professionisti del territorio. Medici, ma anche architetti, sociologi, giuristi, editori, avvocati e così via. I primi firmatari sono Carla Barovetti, architetto, Luisa Bellero, medico anestesista, Massimo Beratto, medico di medicina generale, l'ex sindaco di Torino Valentino Castellani, l'oncologo Mario Alberto Clerico, il medico del lavoro Gabriele Gallone, il sociologo Franco Garelli, l'ex preside di Medicina Giorgio Palestro e Tullia Todros, ginecologa.

Un tempo, la si sarebbe definita "l'intellighenzia" che vive e lavora sotto la Mole e nel resto della Regione. E che nel pieno della seconda ondata di pandemia da Covid-19 ha deciso di farsi sentire, scrivendo al massimo rappresentante locale per quanto riguarda la politica (sanitaria e non solo).

Una paginetta e mezza, non di più, ma fitte di concetti e di valutazioni, in cui i firmatari ribadiscono una pagella decisamente negativa per la giunta in carica. Nel mirino, una situazione che appare "fuori controllo", accompagnata da messaggi che spesso finiscono per essere contraddittori. E se da un lato viene confessata tra le righe una fiducia nelle istituzioni ormai messa in crisi dalle scelte e dalle strategie messe in campo, dall'altro si chiedono rimedi urgenti per un mondo - quello della sanità, appunto - che secondo chi ma scritto la lettera non è stato potenziato nel modo giusto. E nei tempi necessari. "Il Piemonte non può aspettare un giorno di più". 

redazione

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