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Sanità | 18 gennaio 2021, 14:32

Vaccini anti Covid, il Piemonte riceverà l'11,6% di dosi in meno

Con il taglio della fornitura annunciato da Pfizer, nella nostra Regione 44.460 dosi invece della 50.310 previste

vaccino anti Covid

il Piemonte riceverà l'11,6% di dosi in meno dei vaccini anti Covid

Il taglio della fornitura di oltre 160 mila dosi di vaccino anti Covid annunciata da Pfizer, oltre a scatenare la reazione del commissario straordinario Domenico Arcuri, rischia di ingenerare anche la polemica tra le regioni.

Infatti, secondo i dati foriniti dalla multinazionale americana del farmaco, Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d'Aosta (tutte regioni medio-piccole) non perderanno nulla, mentre altre vedranno quasi dimezzate le dosi in arrivo: è il caso del Friuli dove le dosi saranno dimezzate, passando da 15 mila a 7.020, con cali consistenti anche per Lombardia ed Emilia.

E anche il Piemonte subirà un taglio consistente, scendendo dalle 50.310 dosi annunciate a 44.460, con una riduzione pari all'11,6%. A questo punto si rischia lo slittamento per la vaccinazione delle persone con più di 80 anni, mentre non è certo esclusa l'ipotesi del contenzioso, come minacciato dallo stesso Arcuri nelle scorse ore. Sperando che entro un mese o poco più si torni alle forniture standard, come Pfizer si è impegnata a fare.

Questo l'elenco completo delle Regioni e delle dosi di vaccino in arrivo. Non cambia nulla per l'Abruzzo, la Basilicata, le Marche, il Molise, l'Umbria e la Valle d'Aosta. La Calabria da 15.210 ne avrà 9.360 (-38,4%); la Campania da 43.290 ne avrà 38.610 (-10.8%); l'Emilia Romagna 26.910 invece di 52.650 (-48,8%); il Friuli Venezia Giulia 7.020 da 15.210 (-53,8%); il Lazio 38.610 da 51.480 (-25%); la Liguria 18.720 dalle 21.060 previste (-11,1%); la Lombardia 70.200 invece di 95.940 (-26,8%); la Provincia autonoma di Bolzano 3.510 invece di 8.190 ( -57,1%); la Provincia autonoma di Trento 2.340 anziché 5.850 (-60%); il Piemonte 44.460 anziché 50.310 ( -11,6%); la Puglia 18.720 invece di 30.420 ( -38,4%); la Sardegna ne avrà 7.020 invece delle 14.040 previste (-50%); la Sicilia 37.440 anziché 49.140 (-23,8%) ; la Toscana 18.720 e non più 29.250 (-36%), il Veneto da 46.800 a 22.230 (-52,5%).

redazione

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