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Sanità | 15 gennaio 2026, 07:00

Carie: come si sviluppa e perché a volte passa inosservata

Come nasce la demineralizzazione dello smalto e perché le lesioni "silenziose" rappresentano il rischio maggiore per la salute orale a lungo termine.

Carie: come si sviluppa e perché a volte passa inosservata

La carie dentale è una patologia a origine multifattoriale, caratterizzata dalla perdita progressiva di minerali dei tessuti duri del dente. Spesso, nella percezione comune, viene associata al dolore e alla comparsa di una cavità evidente. Nella pratica clinica, in realtà, può iniziare in modo silenzioso e rimanere non riconosciuta per lunghi periodi.

Questo accade perché le fasi iniziali interessano lo smalto, che non possiede terminazioni nervose, e perché alcune sedi anatomiche rendono difficile l'autovalutazione. Quindi, per impostare una prevenzione più efficace e per ridurre il rischio di trattamenti complessi, è utile comprendere come si avvia la lesione cariosa e quali condizioni ne facilitano l'avanzamento nel tempo.

L'importanza della prevenzione e dei controlli periodici

In ambito preventivo, le visite programmate e le sedute di igiene professionale permettono di intercettare lesioni iniziali che, in caso contrario, potrebbero restare non visibili. Ad esempio, Clinica Villa, studio dentistico a Biella, opera nel settore della salute orale con servizi come implantologia dentale, igiene orale, odontoiatria estetica e ortodonzia trasparente.

Il controllo clinico, associato alla valutazione delle abitudini, consente di individuare fattori di rischio individuali e di pianificare interventi specifici prima che la perdita di sostanza dentale diventi estesa.

Come nasce la carie: placca e demineralizzazione dello smalto

Il punto di partenza è l'accumulo di placca batterica sulla superficie dei denti. I microrganismi presenti nella placca utilizzano zuccheri e carboidrati introdotti con l'alimentazione e producono acidi come risultato del metabolismo. Quando gli episodi acidi si ripetono frequentemente, lo smalto può perdere minerali. In questa fase non sempre si presenta una cavità: può comparire una zona opaca o biancastra, segno di demineralizzazione.

Se le condizioni orali migliorano, ad esempio attraverso un'igiene adeguata e la riduzione della frequenza degli zuccheri, la saliva può favorire la remineralizzazione. Quando, invece, il disequilibrio persiste, lo smalto perde resistenza fino a cedere, con la formazione di una cavità. Da quel momento la lesione tende a progredire verso la dentina, un tessuto più poroso e meno mineralizzato, dove la diffusione dei batteri risulta più veloce.

Quando il processo si avvicina alla polpa dentale, sede di nervi e vasi, aumentano le probabilità di sintomi importanti e di complicanze infiammatorie. La gravità clinica, in pratica, dipende dalla profondità della lesione, dalla sua localizzazione e dalla velocità con cui procede.

La gestione del rischio: alimentazione, igiene e fattori individuali

La carie dipende da un equilibrio tra carico batterico, tempo di esposizione e capacità protettiva della saliva. Più che la quantità totale di zuccheri assunta in una giornata, spesso conta la frequenza: gli spuntini e le bevande zuccherate ricchi di amidi raffinati possono costituire un problema, perché vengono utilizzati dai batteri.

La saliva svolge una funzione particolare, perché diluisce gli acidi e apporta minerali. Quando è ridotta, aumenta la vulnerabilità dello smalto. In queste situazioni, la prevenzione deve diventare più rigorosa e basata su controlli regolari.

Per quanto riguarda l'igiene, è determinante la qualità dell'azione, non la forza applicata. Una tecnica corretta, con attenzione ai molari posteriori e al bordo gengivale, infatti, riduce la placca in modo efficace. La pulizia interdentale, quando indicata dal professionista, è particolarmente rilevante per limitare le carie tra i denti, che sono tra le più difficili da individuare in autonomia.

Quando intervenire con il trattamento

La scelta terapeutica dipende dallo stadio della lesione. Nelle fasi iniziali, l'obiettivo è fermare la demineralizzazione e favorire il recupero minerale, associando igiene, correzione delle abitudini alimentari e monitoraggio clinico. Quando è presente una cavità, è necessario rimuovere la parte compromessa e ricostruire con un intervento idoneo, ripristinando anatomia e funzione.

Se la carie è profonda e coinvolge la polpa, possono essere necessari dei trattamenti endodontici. In caso di perdita di struttura molto ampia, la riabilitazione può richiedere delle ricostruzioni più estese. Per questo la carie "silenziosa" rappresenta un rischio: l'assenza di sintomi porta facilmente al rinvio, mentre il processo continua.

I.P.

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