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Politica | 25 maggio 2021, 18:32

Orme di dinosauro sull’altopiano della Gardetta, Bongioanni: “Si crei un geoparco per sostenere lo studio paleontologico”

Approvato in Consiglio regionale l’ordine del giorno del capogruppo di Fratelli d’Italia: “E’ il modo migliore per tutelare l’area e per incentivare il turismo di cui abbiamo necessità e bisogno in questa stagione”

Paolo Bongioanni

Orme di dinosauro sull’altopiano della Gardetta, Bongioanni: “Si crei un geoparco per sostenere lo studio paleontologico”

Ripercorrere le orme dei dinosauri, studiarle e far diventare l’altopiano della Gardetta un geoparco di rilevanza nazionale ed europea. E’ questo l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Bongioanni e approvato oggi pomeriggio in Consiglio regionale.

L’atto nasce dal ritrovamento, alcuni anni fa, di impronte identificate come di dinosauro dal dottor Enrico Collo. Una scoperta di grande importanza, come sostenuto da tanti esperti del settore, in provincia di Cuneo. “E’ con piacere che posso annunciare che oggi è stato approvato il mio ordine del giorno che riguarda il sostegno agli studi paleontologici e di approfondimento geologico dell’altopiano della Gardetta, in provincia di Cuneo” afferma entusiasta Bongioanni.

Tanti, come detto, gli esperti che in questi anni si sono confrontati sulle  grandi esperti che si sono confrontati su queste impronte: “Il dottor Edoardo Martinetto del dipartimento della Scienza e della terra dell’Università di Torino, per esempio, le considera impronte nuove per la scienza e uniche in Europa. Il dottor Marco Romano, paleontologo della Sapienza di Roma, le ha invece identificate come appartenenti ad un arcosauriforme di almeno 4 metri, di notevoli dimensioni. Un gigantesco coccodrillo terrifero che milioni di anni fa girava nelle nostre vallate” racconta il consigliere regionale.

C’è di più - prosegue Bongioanni - Il dottor Fabio Massimo Petti, del museo delle Scienze di Trento ha affermato che si tratta di un ritrovamento eccezionale, sia per lo stato delle impronte, sia per la morfologia che va ad individuare una nuova specie sin ora sconosciuta alla scienza”.

Per Massimo Bernardi, paleontologo del Muse, si tratta invece di un ritrovamento particolare perché rinvenute in un luogo che si pensava inospitale per la vita” rivela il capogruppo di Fdi. Quel che è certo è che al “coccodrillo preistorico” è stato dato un nome. Un nome “piemontese” a tutti gli effetti, che verrà riportato sui libri di paleontologia di tutto il mondo, e che celebrerà un luogo delle montagne cuneesi: “L’hanno chiamato Isochirotherium Gardettensis, in omaggio al piano della Gardetta, dove il dottor Collo ha ritrovato le impronte”.

Da qui, dal momento che questi ritrovamenti sono eccezionali e unici, la volontà di Bongioanni di tutelare e proteggere un’area che ha già un valore paesaggistico straordinario: “La richiesta, che è stata approvata, è quella di impegnare la Giunta a sostenere lo studio paleontologico e di approfondimento geologico sull’altopiano, per la creazione di un geoparco che si inserisca all’interno della rete dei geoparchi italiani ed europei dell’Unesco” spiega.

E’ il modo migliore per tutelare l’area e per incentivare il turismo di cui abbiamo necessità e bisogno in questa stagione” conclude Bongioanni.

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