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Economia e lavoro | 28 giugno 2022, 18:00

Nel 2021 oltre la metà dei torinesi ha acceso la luce in casa grazie ai rifiuti bruciati al Gerbido

I dati dicono che l'anno scorso sono stati termovalorizzati oltre 565 mila tonnellate di spazzatura. Un'operazione che ha permesso la produzione di oltre 419mila megawattora

termovalorizzatore del Gerbido

I rifiuti diventano energia elettrica grazie al termovalorizzatore del Gerbido

Nel 2021 più della metà della popolazione di Torino ha illuminato la propria abitazione e fatto funzionare gli elettrodomestici grazie ai rifiuti bruciati nel termovalorizzatore del capoluogo. Nel sito del Gerbido gestito da Trm, controllata del gruppo Iren, l'anno scorso sono stati termovalorizzati oltre 565 mila tonnellate di spazzatura. Un'operazione che ha permesso la produzione di oltre 419mila megawattora. 

352 mila MWh immessi in rete 

Di quest'ultimi, circa 352 mila MWh sono stati immessi in rete. Una cifra che corrisponde al fabbisogno annuale di circa 175 mila famiglie. Facendo una media di circa 3 persone a nucleo famigliare, 525 mila torinesi hanno acceso una lampadina nella propria abitazione e azionato la lavastoviglie grazie alla combustione dei rifiuti. 

Nel 2022 termovalorizzati 241 mila tonnellate di rifiuti 

Numeri forniti da Trm oggi pomeriggio in commissione, che ha segnato il debutto del nuovo presidente Alessandro Battaglino, nominato all'incarico a fine aprile dal sindaco Stefano Lo Russo. E per il 2022 i dati si apprestano ad essere analoghi. Dal 1 gennaio al 31 maggio al Gerbido sono stati termovalizzati quasi 241 mila tonnellate di rifiuti, di cui il 76% urbani e la restante parte di speciali. L'energia elettrica prodotta supera i 179.300 MWh, di cui quasi 152mila sono stati immessi nella rete energetica.

Cinzia Gatti

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