(Adnkronos) - "'Un posto al sole' mi ha fatto ritrovare il piacere della recitazione e riscoprire i motivi per cui ho tanto amato e desiderato essere un’attrice. Può sembrare folle, ma non me lo ricordavo". Così Whoopi Goldberg, in collegamento dal New Jersey, racconta la sua esperienza sul set della storica soap davanti a un ristretto gruppo di giornalisti italiani.
E precisa: "Non chiamatemi icona, sono solo Whoopi". Da oggi, 23 gennaio, la pluripremiata attrice debutta nella seguitissima serie di Rai 3 - prodotta da Rai Fiction, Fremantle e dal Centro di Produzione TV Rai di Napoli - che festeggia i suoi 30 anni. Interpreta Eleanor Price, un’esuberante imprenditrice americana: empatica, appassionata, curiosa e molto determinata. Arriva a Napoli per commissionare un lussuoso yacht a Roberto Ferri (Riccardo Polizzy Carbonelli) e Marina Giordano (Nina Soldano) dei Cantieri Palladini Flegrei.
Accompagnata dal severo assistente personale Colin Smith e dalla simpatica - e un po’ maldestra - segretaria Kate Wilson, Eleanor viene accolta calorosamente dagli abitanti di Palazzo Palladini. In particolare dal portiere Raffaele (Patrizio Rispo), che per garantirle un soggiorno indimenticabile la ospita nella 'Terrazza', l’appartamento di Giulia Poggi (Marina Tagliaferri), temporaneamente fuori città. Raffaele diventa il suo cicerone, guidandola alla scoperta di luoghi noti e meno noti della città. Da questa frequentazione nasce un’amicizia inattesa, che porterà Eleanor a confidargli la vera ragione del suo viaggio: un mistero che coinvolgerà anche lui e rappresenterà per la donna un punto di svolta. "Mi sono sentita subito accolta sul set, ma anche dalla città e dalle persone, nonostante il mio italiano sia pessimo, come il mio inglese", scherza Goldberg. "Amo l’Italia perché ti fa sentire a casa, a prescindere dalla tua provenienza".
L’attrice frequenta da anni il Sud, tra Sardegna e Sicilia. Ha accettato il ruolo anche perché "è stata come una vacanza in un Paese che amo" e perché le ha permesso di "non pensare alla politica e a tutte le questioni del nostro orribile mondo. Mi sono presa una vacanza dal mio ruolo di donna impegnata". Oggi, confessa, si sente "troppo vecchia per un mondo che va così veloce" e ha bisogno di "un passo più lento". Sul presente è netta: "Ciò che mi spaventa di più è l’ignoranza".
Goldberg riflette anche sul pregiudizio verso le soap opera: "Quello c’è anche negli Stati Uniti, ma per recitare in questi prodotti ci vuole una grande abilità, soprattutto nel memorizzare enormi quantità di battute". E non esclude un ritorno: "Se la mia partecipazione verrà accolta dal pubblico italiano, mi piacerebbe tornare. Non potrei vivere senza speranza: me lo ha insegnato mia madre".
Alla domanda su una possibile carriera italiana risponde con autoironia: "Ho una certa età e forse non vengo più scelta per il mio aspetto, ma tengo in considerazione qualsiasi progetto mi arrivi". E aggiunge: "Mi sarebbe tanto piaciuto lavorare con Federico Fellini, ma purtroppo non c’è più". Il suo primo contatto con l’Italia è stato il cinema: “Il mio amore per questo Paese è nato grazie ai film di Vittorio De Sica e Sophia Loren". Ma il legame profondo deriva anche "dalla capacità degli italiani di lasciare qualcosa di sé ovunque nel mondo". E aggiunge: "Amo anche la cucina, a Napoli ho assaggiato anche il limoncello".
La conversazione si fa più personale: "Il successo mi ha salvata", ammette. Ed è merito anche dell'attore Patrick Swayze: "Se lui non avesse convinto il responsabile del casting di 'Ghost' (film cult del 1990, ndr), io non avrei recitato in quel film e non avrei ricevuto l’Oscar". La sua morte è stata "un colpo durissimo: mi manca tanto. Come mi manca Robin Williams e tutti gli amici che non ci sono più". Sull’attualità, Goldberg si sofferma sull’intelligenza artificiale, tema molto discusso anche a Hollywood: "È un pericolo per gli attori e per l’industria cinematografica".
Durante l'incontro, Goldberg ricorda Papa Francesco: "Non ho conosciuto Papa Leone XIV, ma Papa Francesco sì. Resta un personaggio straordinario, un po' come era stato Giovanni XXIII, perché è stato il Pontefice che ha invitato ad andare incontro alle persone, a parlare la lingua delle persone, a non imporre una lingua diversa. Io voglio questo tipo di Chiesa. Una Chiesa che accoglie e che va incontro alla gente".
L'attrice e icona internazionale ricorda anche il grande stilista Valentino Garavani: "Valentino l’ho incontrato un paio di volte: la fashion crowd mi ha sempre un po' intimidita, ma lui mi ha fatta sempre sentire a mio agio. Ricordo i suoi complimenti, la sua gentilezza, e soprattutto la visione unica con cui ha saputo creare abiti che hanno ispirato intere generazioni di designer. Così come Giorgio Armani. Ho sempre ammirato profondamente gli stilisti italiani", ha detto sullo stilista morto lunedì scorso.
"Non ho mai avuto un fisico longilineo, ma adoro i vestiti. Se fosse dipeso da me, probabilmente avrei scelto sempre il nero. Per questo, con gli stilisti ho adottato una regola semplice: lasciavo decidere a loro. Dicevo: 'Rendetemi bella, scegliete voi come devo vestirmi'. E devo dire che mi hanno regalato look straordinari, compresi quelli firmati Valentino", conclude.












