Il mercato immobiliare torinese cambia passo e archivia un 2025 in crescita, sostenuto da una domanda reale e da condizioni di credito più favorevoli. A dirlo è l’Osservatorio immobiliare di Fiaip Torino, che fotografa un anno di rilancio per il mattone sotto la Mole: più vendite, prezzi in lieve aumento e nuove dinamiche tra città e provincia. Con uno traino dei quartieri vicini al centro: da San Salvario a San Donato passando per Borgo Po
Torino sopra la media nazionale
Nel 2025 in città sono state vendute 16.151 abitazioni, con un aumento del 6,8% rispetto al 2024 e prezzi medi in crescita del 2%. Ancora più marcata la dinamica nella provincia, dove le compravendite raggiungono quota 21.642, pari a un +11%, con valori in aumento del 2,2%. Nel complesso, la Città metropolitana arriva a 37.793 transazioni, segnando un +9,2%.
Un risultato che colloca Torino tra le città più dinamiche d’Italia, seconda solo a Palermo per incremento delle vendite e sopra la media nazionale. “Il 2025 ha registrato un rimbalzo significativo, soprattutto in termini di compravendite”, spiega la presidente di Fiaip Torino, Claudia Gallipoli. “Il calo dei tassi sui mutui ha restituito fiducia, riattivando anche la domanda rimasta sospesa negli anni precedenti”.

Quartieri e prezzi: crescono le zone vicine al centro
Come detto ecco la crescita dei prezzi, mediamente del 2%, che premia soprattutto i quartieri a ridosso del centro e le aree interessate da processi di riqualificazione. San Salvario, San Donato e Borgo Po guidano l’aumento dei valori, mentre il semicentro si conferma dinamico con Santa Rita, San Paolo e Parella. Tra le sorprese spicca Barca-Bertolla, che con un +6% registra una delle crescite più significative grazie a prezzi accessibili e alla presenza di aree verdi.
Al contrario, alcune zone mostrano una maggiore stabilità o lievi flessioni, come Lingotto (-0,6%) e Cavoretto (-1,5%), mentre il Centro e quartieri come Crocetta, Cit Turin e Gran Madre restano tra i più solidi e costosi.

Fuori Torino si cresce di più
Una delle tendenze più evidenti del 2025 riguarda la provincia, che cresce più del capoluogo sia in termini di compravendite sia di valori. “Nel 2025 si rileva una controtendenza rispetto al passato”, ha sottolineato il vicepresidente di Fiaip Torino, Mauro Alasia. “Sempre più persone scelgono di spostarsi fuori città, alla ricerca di una migliore qualità della vita, maggiore sicurezza e abitazioni indipendenti”.
La domanda si concentra soprattutto nella cintura torinese e nelle aree ben collegate, ma cresce anche l’interesse per le zone collinari e per contesti meno urbanizzati. Bene anche la montagna e le zone turistiche (+2,8%).

Un mercato sostenuto da bisogni reali
Il mercato torinese si conferma legato a esigenze concrete: il 96% degli acquirenti è rappresentato da privati e il 73% acquista la prima casa, mentre quasi la metà ricorre al mutuo. Un dato che evidenzia la natura poco speculativa del mercato locale, sostenuto da bisogni abitativi reali.
Tra le tendenze emergenti spicca quella delle eredità immobiliari: circa il 70% dei giovani che riceve un immobile decide di venderlo, spesso per poca dimestichezza con la gestione dell’immobile o per orientarsi verso altre forme di investimento.
Box, negozi e uffici: segnali positivi
Il 2025 registra una crescita significativa anche per box e posti auto, con oltre 7mila vendite in città e un aumento del 20%. Un trend che, come evidenzia ancora Alasia, è legato alla difficoltà di parcheggio e alla maggiore esigenza di sicurezza.
Anche il comparto commerciale mostra segnali di ripresa: aumentano le compravendite di negozi e laboratori, così come quelle degli uffici, che registrano un vero e proprio balzo in avanti.
Positivo anche l’andamento del comparto produttivo, con un aumento delle compravendite di capannoni. “Si amplia la distribuzione territoriale con un maggior numero di aree coinvolte tra cui Collegno, Rivoli, Moncalieri e Mappano”, per Lucia Vigna, delegata Fiap Torino all'Osservatorio.
Previsioni 2026
E poi lo sguardo al 2026 che resta improntato alla prudenza, anche alla luce degli attuali scenari geopolitici. Il 75% degli agenti immobiliari prevede un mercato stabile, ma non mancano timori: il 21% degli operatori stima un possibile peggioramento.
Sul fronte delle compravendite, il 73% degli intervistati ritiene che resteranno stabili, mentre il 20% ipotizza un calo. Per quanto riguarda i prezzi, il 52% prevede un aumento contenuto, fino al 2%.
“Non ci aspettiamo un brusco ridimensionamento del mercato, ma è evidente che l’incertezza incide sulla fiducia”, osserva ancora Gallipoli. “Il mercato è solido e non speculativo”.












