(Adnkronos) - “Come agenzia spaziale noi lavoriamo con tecnologie che mettono in connessione persone e dati su grandissima scala. Il problema oggi è come tradurre questi mezzi di comunicazione ai ragazzi per trasmettergli dei valori”. Lo ha detto Jacopo Tirillò, componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia spaziale italiana nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos. Al centro del panel di oggi il tema del linguaggio mediatico moderno e di come il fenomeno del bullismo sia rappresentato nel mondo digitale. “Il linguaggio è sempre lo stesso, ma la società di oggi è cambiata e il mondo digitale è diventato un’assuefazione”, ha sottolineato Tirillò affrontando i tanti sistemi mediatici “che mettono i ragazzi all’interno di una lavatrice di stimoli, dove i giovani si trovano di fronte a una realtà con sistemi differenti dal nostro passato”. Comprendere questi cambiamenti è alla base per avvicinarsi alle nuove generazioni. “La nostra vita frenetica ci vieta l’ascolto, ma se rallentiamo forse riusciamo a capire il sistema di disagio in cui si trovano a vivere i giovani di oggi”.










