(Adnkronos) - "L’impegno civile è uno degli antidoti più potenti contro il bullismo, perché responsabilizza, crea empatia e trasforma l’‘io’ in ‘noi’”. Lo ha dichiarato il Direttore generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, intervenendo oggi alla Maratona del bullismo a piazza Mastai, Roma. Nel suo intervento, Vittimberga ha richiamato il ruolo delle istituzioni nel creare “fiducia sociale”, sostenendo che la lotta al bullismo non possa essere affidata soltanto a scuola e famiglie ma debba coinvolgere “istituzioni, mondo del lavoro, sport, cultura e comunicazione”.
Il Direttore generale dell’Inps ha inoltre rivendicato la scelta dell’Istituto di dialogare con i giovani, anche attraverso “i loro linguaggi, dai fumetti al gaming, fino allo sport e ai social. La vera lotta al bullismo – ha concluso – è costruire una società nella quale nessuno senta il bisogno di affermarsi schiacciando qualcun altro”.
“Il contrasto al bullismo passa anche dal recupero dei giovani che restano ai margini della società”. Ha continuato.“La marginalizzazione spesso inizia molto presto: con l’abbandono scolastico, con la povertà educativa, con la solitudine digitale e con la mancanza di opportunità”, ha dichiarato Vittimberga, evidenziando che “un ragazzo che smette di credere nel proprio futuro è più vulnerabile”.
Per questo, ha spiegato, “il recupero dei giovani che non studiano, non lavorano e non si formano, i cosiddetti Neet, è una grande questione sociale ma anche civile. Ogni giovane reinserito nel lavoro, nella formazione e nella partecipazione sociale torna a sentirsi parte di una comunità”.
“Il bullismo non è mai soltanto un gesto individuale, ma il sintomo di una frattura più profonda della comunità”. Vittimberga ha sottolineato come il fenomeno prosperi “dove si indebolisce il senso di appartenenza collettiva, dove qualcuno si sente invisibile e si rompe il legame sociale”.
Secondo il Direttore generale dell’Inps, il welfare rappresenta “uno strumento di coesione sociale capace di impedire che le fragilità si trasformino in esclusione permanente. L’inclusione non è soltanto una misura economica – ha aggiunto – ma una misura relazionale e democratica”.











