(Adnkronos) - “Oggi abbiamo a disposizione delle terapie per il trattamento della leucemia mieloide cronica (Lmc) che sembrano essere molto ben tollerate e, soprattutto, sembra che garantiscano al paziente una buona continuità nel trattamento. Bisogna intercettare il momento migliore per poterle utilizzare. Per questo è molto importante poter avere degli strumenti che identifichino precocemente e accuratamente gli effetti collaterali sperimentati dal paziente e quanto questi e la malattia influenzino il suo stile di vita, dalle relazioni familiari a quelle lavorative, fino all’aspetto psicosociale e funzionale”. Così Carmen Fava, professoressa di Ematologia all’università degli studi di Torino e dirigente medico Scdu Ematologia Ao Ordine Mauriziano di Torino, in occasione della presentazione dell'incontro con la stampa, promosso da Novartis oggi a Milano, nel corso del quale è stato presentato ‘Vita Lmc Tracker’, strumento digitale che consente al paziente di tenere traccia di segni e sintomi per poter fornire al clinico un ‘diario’ dettagliato sull'andamento della patologia.
La novità è stata progettata - ha spiegato la farmaceutica - per rispondere alle difficoltà che ancora oggi i pazienti con Lmc sperimentano nel comunicare apertamente con il medico rispetto al loro stato complessivo di salute e alla loro qualità di vita, come mostrano i risultati della ricerca condotta da Elma Research su 90 persone con Lmc di nuova diagnosi o in prima linea. L’indagine evidenzia che il 38% dei pazienti non si considera adeguatamente informato sui sintomi da monitorare e solo il 30% ne registra abitualmente i cambiamenti.
“I singoli effetti collaterali del trattamento sono molto soggettivi, ma devono poi deve essere oggettivati - precisa Fava - Per questo è utile monitorare in maniera longitudinale la sintomatologia del paziente” per valutare “come il livello di soddisfazione nei confronti della terapia e l'andamento della malattia possono essere influenzati. Abbiamo quindi bisogno che i dati vengano raccolti nel tempo e in maniera sistemica, permettendo al medico, naturalmente con il parere favorevole del paziente, di poterli visualizzare”.











