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Ultim'ora | 22 ottobre 2026, 12:18

Lavoro, Mattarella: "Veicolo di democrazia e coesione sociale. No a pochi ricchi Epulone e tanti Lazzaro"

Lavoro, Mattarella: "Veicolo di democrazia e coesione sociale. No a pochi ricchi Epulone e tanti Lazzaro"

(Adnkronos) - "Il mondo del lavoro si ritrova oggi al Quirinale. L’ottantesimo anniversario della Repubblica induce a sottolineare ancora una volta che il lavoro è posto alla sua base. La vostra testimonianza, individuale e collettiva, è legata al senso del lavoro, all’etica civile che alimenta la vita della società, al primato della persona. Primato che va ribadito nelle vorticose trasformazioni che rischiano di incoraggiare pretese egemoniche di tecnocrazie che utilizzano le stesse tecno-scienze alle volte per ottenere un potere basato non sulla democrazia bensì sul profitto economico". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia al Quirinale per la consegna delle Stelle al Merito del lavoro. 

"Il lavoro: luogo simbolo - ha ribadito il capo dello Stato - della dignità della persona, dove ognuno afferma il proprio talento, la propria professionalità, nessuno può essere asservito e dove ciascuno, con la propria capacità, contribuisce al bene comune, della propria famiglia e della propria comunità". 

"Il potere si organizza in istituzioni condivise e democratiche per assicurare il benessere dell’intera società. Ecco perché il lavoro è veicolo di democrazia, contribuisce alla qualità della coesione di una società civile", ha detto il presidente della Repubblica. "Il lavoro, la sua cultura, la sua etica - e voi ne siete puntuale dimostrazione - genera idee, pluralità, diffonde benessere, costruisce relazioni, dunque comunità", ha aggiunto Mattarella. 

Il presidente della Repubblica ha avvertito: "La ipotizzata fine del lavoro - proposta come superamento da chi lo considera erroneamente una forma di alienazione - è visione che può condurre a una compressione della stessa libertà e a una organizzazione sempre più duale dei diritti nella società. Una società divisa tra pochi ricchi Epulone e tanti, tanti Lazzaro". 

"È un passaggio decisivo quindi. Lo è - ha spiegato il capo dello Stato - per il nostro continente, l’Europa, chiamata a difendere i valori della propria civiltà e a sostenere il proprio modello sociale: può farlo soltanto mediante innovazioni - e governandole - avversando atteggiamenti secondo i quali una appropriata dinamica salariale, anziché rappresentare il corrispettivo della dignità del lavoratore, sia costo da ridurre per ottenere competitività, mentre, al contrario, gli investimenti diretti alla sostituzione della forza lavoro, a prescindere dalla loro efficacia, siano benvenuti. Questo va affermato senza nessuna indifferenza nei confronti del necessario incremento della produttività delle aziende. E per quanti non considerassero elemento costruttivo il dialogo e la dialettica sociale caratteristica delle relazioni nel mondo del lavoro". 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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