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Ultim'ora | 25 ottobre 2026, 13:13

Lega, Salvini: "Se mi confermate segretario andrò in cdm a dire basta a soldi e armi all'Ucraina"

Lega, Salvini: "Se mi confermate segretario andrò in cdm a dire basta a soldi e armi all'Ucraina"

(Adnkronos) - "Dopo un anno di dibattiti non sui temi ma sulla persona chiedo alla mia comunità se devo continuare a fare il segretario: lo chiedo a voi non sui giornali". Matteo Salvini apre così il passaggio centrale del suo intervento al congresso della Lega, chiamando i delegati a pronunciarsi sulla sua leadership e rivendicando il ruolo del congresso come unica sede deputata al confronto interno. "Questa è l'unica sede dove è opportuno fare un congresso", sottolinea. 

Dal palco arriva anche una presa di posizione netta sulla guerra in Ucraina e sul sostegno italiano a Kiev. "Questo congresso, se mi risceglierà come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all'Ucraina". Una linea che il leader leghista indica come parte dell'indirizzo politico che intende portare avanti qualora venisse confermato alla guida del partito. 

Salvini presenta poi il nuovo simbolo, denominato 'Lega Italia Federale', nel quale scompare la dicitura 'Salvini premier', mentre resta Alberto da Giussano. Il nome, spiega, richiama quello scelto da Umberto Bossi nel 1994, riportando al centro le radici storiche del movimento. Il simbolo, bianco con la scritta 'Lega' in blu, 'Italia Federale' in giallo e stilizzato Alberto da Giussano, ha l'obiettivo - spiega Matteo Salvini - di combattere "una battaglia da nord a sud, federale per tenere insieme tutte le splendide anime di questo congresso". 

Il segretario uscente utilizza quindi la metafora di Davide contro Golia per descrivere la posizione della Lega nello scenario politico ed economico. "Siamo qua perché siamo Davide contro Golia. E già siamo i piccoli contro i grandi. I piccoli contro le multinazionali, la globalizzazione, le grandi banche, i grandi sindacati, i grandi mass media". Poi aggiunge: "Già ti capita una volta nella vita che Davide sconfigga Golia. Se Davide, oltre a combattere contro il sistema Golia, deve guardarsi anche di fianco e alle spalle... E quindi è per questo che il Congresso deve dire a Davide dove stiamo andando". 

Non manca lo scontro con la stampa. Salvini respinge le indiscrezioni secondo cui avrebbe già preparato le liste elettorali per le prossime politiche: "Ho letto che avrei stilato le liste elettorali delle politiche, queste sono tutte cazzate dei giornalisti". Il leader leghista rivendica inoltre di aver chiesto personalmente agli organizzatori di collocare i cronisti al piano inferiore rispetto a militanti e delegati. "Ho chiesto io agli organizzatori di mettere i giornalisti al piano di sotto per non inquinare militanti e delegati: la stampa non ci ha mai amati", afferma, dopo aver definito alcuni giornalisti "servi" all'inizio del suo intervento. 

Sul fronte dell'organizzazione interna, Salvini punta a rafforzare il coinvolgimento degli amministratori locali e della dirigenza. "Ho chiesto di istituire personalmente la consulta dei sindaci. Dobbiamo guardare al tesseramento, anche nella mia Lombardia ci sono sedi che fanno più tessere e altre meno tessere", dichiara. E sulla nuova segreteria politica aggiunge: "Ho chiesto appositamente di istituire una segreteria politica per prendere le energie migliori per un’agenda di settimana in settimana". 

Il segretario affronta anche le critiche emerse durante la prima giornata del congresso, respingendo il paragone con Matteo Renzi. "Ieri la cosa che più mi ha dato fastidio è essere accostati a Renzi: non abbiamo nulla a che fare con Renzi", afferma. "Da Renzi ci separa il mondo, noi con Renzi non abbiamo e non avremo mai niente a che fare e sicuramente non abbiamo né la sua arroganza, né la sua supponenza, né la sua spocchia, aggiungo con amarezza, né anche la sua dichiarazione dei redditi". 

Quindi l'affondo alla sinistra: "Purtroppo non c'è più la sinistra di Berlinguer e Gramsci, siamo passati da Berlinguer a Schlein, dai diritti degli operai ai capricci dei radical chic del centro storico". Poi aggiunge: "La differenza tra noi e Vannacci? Qualcuno chiacchiera, noi le cose le facciamo, i problemi li risolviamo". 

Sul rapporto con il governo Draghi e con i popolari europei, Salvini ribadisce invece la volontà di non ripetere alcune scelte del passato. "Spero che nessuno proponga mai alla Lega di entrare nei popolari per mal governare con quei socialisti in Europa, già mi pento amaramente dell'errore fatto e mi assumo tutta la responsabilità entrando nel governo Draghi col Partito Democratico. Mai più! Mai più! Mai più!"", scandisce dal palco. 

Nel suo intervento, lo sfidante Massimo Garavaglia propone una visione del partito orientata al rilancio e al recupero di consenso. "La Lega non è né a destra né a sinistra, è un movimento. Per questo è moderna, Lega moderna", dichiara. "La Lega guarda avanti, si evolve senza perdere le sue radici. Questa è la forza della Lega". 

Garavaglia spiega di essersi candidato con l'obiettivo di invertire la tendenza dei consensi. "Il modo migliore per realizzare un sogno è svegliarsi. L'obiettivo è invertire il trend. I sondaggi danno un'indicazione, dobbiamo crescere. Non basta una misura in legge di bilancio. Non scaldano cuori i singoli provvedimenti, dobbiamo risvegliare il sogno". 

Il senatore rivendica anche l'identità sociale del movimento: "Serve una Lega pragmatica e moderna: non è tanto essere di destra e rossi, né neri né rossi ma liberi con Bossi. Ribadiamo: la Lega non è di estrema destra. Nel sociale la Lega è più a sinistra della sinistra e dobbiamo essere orgogliosi". E sintetizza la sua visione con un'altra distinzione: "La Lega è popolana, non populista. C'è una grande differenza tra l'essere popolani e populisti, come tanti ci dipingono. In economia, tra Borghi e Giorgetti, tutta la vita Giorgetti". 

Sul piano interno, Garavaglia assicura che un'eventuale vittoria non comporterebbe vendette contro chi sostiene Salvini. "Se dovessi vincere io non ci sarà nessuna rappresaglia, nessuna punizione, nessuna lista nera, siamo una famiglia». Poi ricorre a una citazione dei Promessi Sposi per mettere in guardia dalle divisioni: «Alcuni interventi di ieri mi hanno fatto ricordare i Promessi Sposi sui capponi di Renzo quando i capponi iniziano a beccarsi fra di loro, ma tanto poi finiscono tutti in padella". 

Garavaglia dichiara inoltre di voler valorizzare le figure di primo piano del partito, a partire da Luca Zaia, Claudio Durigon, Giancarlo Giorgetti e dallo stesso Salvini: "Se dovessi vincere, io voglio al mio fianco, e davanti a me, questi fuoriclasse: Zaia, Durigon, Giorgetti, ovviamente Matteo Salvini. Noi i fuoriclasse li abbiamo". 

Infine, lancia una critica alla scelta di puntare su personalità provenienti dall'esterno del partito, con un riferimento indiretto a Roberto Vannacci: "Abbiamo comprato un giocatore e non ha funzionato: il problema è che se acquisti un giocatore, poi va sul mercato, se peschi dal vivaio c'è attaccamento alla maglia". 

Il congresso si gioca dunque su due fronti: da una parte la richiesta di conferma di Salvini, accompagnata dalla promessa di una linea politica più netta su Ucraina e rapporti con l'Europa; dall'altra la proposta di Garavaglia, che punta a rilanciare il consenso attraverso una maggiore valorizzazione delle radici del movimento, della classe dirigente e della sua identità territoriale. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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