(Adnkronos) -
La Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dalla società Ilva e da Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d'Appello di Milano che ha disposto lo stop dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto. La decisione è stata presa dai giudici delle Sezioni Unite Civili dopo l’udienza dello scorso 20 ottobre.
"Deve concludersi che l'accertamento svolto dai giudici di merito circa la sussistenza dei pericoli ‘gravi e rilevanti’ che impongono la sospensione dell'attività, ai sensi dell'art. 8 par. 2 direttiva Ied, sia congruamente fondato sulle complessive risultanze istruttorie e informato al principio di precauzione, senza violare il principio di proporzionalità, tenuto conto anche dell'annoso protrarsi della vicenda", scrivono le Sezioni Unite civili della Cassazione nella sentenza. "È condivisibile, sul punto, la conclusione del pubblico ministero, per cui ‘l'intensità del rimedio inibitorio apprestato corrisponde, peraltro, in modo del tutto proporzionato alla natura primaria del diritto soggettivo tutelato e alle stringenti indicazioni in materia di effettività della tutela ambientale e sanitaria provenienti dall'ordinamento dell'Unione'", scrivono i supremi giudici.
“La nuova direttiva (Ue) 2024/2881 del 23 ottobre 2024 ‘relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (rifusione)’ - da recepire entro l'11 dicembre 2026 - fissa parametri ancora più severi in tema di particolato (Pm1o e PM2,5), sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello quantitativo, prendendo come parametro di riferimento proprio le indicazioni dell'Oms (Air Quality Guideline Who del 2021) cui faceva riferimento il parere negativo dell'Iss del 30 luglio 2024, prima che il d.l. n. 5 del 2025 indicasse invece come parametro per la valutazione dell'impatto sulla qualità dell'aria nella Vis i valori limite di riferimento di cui al d. Igs. n. 155 del 2010", un altro passaggio della sentenza.
"Tra l'altro, il Cons. 19 della stessa direttiva – si legge nelle 70 pagine - conferma anche che ‘dai dati scientifici disponibili risulta che il biossido di zolfo, il biossido di azoto e gli ossidi di azoto, il particolato (PM1o e PM2,5), il benzene, il monossido di carbonio, l'arsenico, il cadmio, il piombo, il nichel, alcuni idrocarburi policiclici aromatici e l'ozono abbiano una serie di effetti negativi importanti sulla salute umana e siano connessi a varie malattie non trasmissibili, a cattive condizioni di salute e a un aumento della mortalità'".












