(Adnkronos) - "Un salario giusto non può limitarsi all’aspetto economico. L’equità retributiva deve comprendere anche diritti, tutele giuridiche e condizioni normative. È proprio nelle differenze tra questi elementi che può annidarsi il dumping contrattuale, anche quando i trattamenti economici risultano formalmente equivalenti". È il messaggio lanciato dal Segretario Generale Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, intervenuto ieri al convegno “Salario Giusto, Lavoro Vero”, promosso dal Dipartimento Lavoro di Forza Italia guidato dalla deputata Chiara Tenerini, alla presenza del Ministro del Lavoro Marina Calderone, del Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani e dei rappresentanti di Cisl, Confindustria e Conflavoro Pmi.
Rafforzare la contrattazione collettiva, contrastare i contratti pirata e garantire a tutti i lavoratori livelli salariali e tutele giuridiche adeguate. Sono questi i punti centrali dell’intervento sul futuro della rappresentanza sindacale e della contrattazione. La questione salariale, ovvero il principio di equa retribuzione, non può limitarsi soltanto al valore economico delle retribuzioni, ma deve riguardare anche l'insieme delle tutele normative, giuridiche e sociali riconosciute ai lavoratori. L'obiettivo della Confsal è innanzitutto contrastare il fenomeno dei cosiddetti contratti pirata ma parimenti evitare che in alcuni settori proprio la contrattazione collettiva di riferimento possa arrivare a determinare livelli retributivi di 7 o 7,50 euro l'ora.
Il tema riguarda in particolare alcuni comparti caratterizzati da livelli salariali particolarmente bassi, tra cui servizi e vigilanza e altri settori nei quali le retribuzioni contrattuali rischiano di non garantire condizioni di vita dignitose. Da qui la proposta di individuare, nell’ambito di un nuovo accordo quadro sulla contrattazione, uno standard minimo di salario contrattuale, al di sotto del quale nessun contratto collettivo di categoria dovrebbe poter scendere. La contrattazione dei singoli settori, tenendo conto delle specificità produttive e professionali, potrà naturalmente stabilire livelli superiori rispettando tuttavia una soglia generale di dignità salariale valida per tutti.
Accanto alla crescita dei salari, il Segretario Generale ha posto l’accento anche sulla necessità di intervenire sul sistema fiscale a favore dei lavoratori con le retribuzioni più basse. La proposta è introdurre una detrazione specifica che consenta di azzerare l’imposta sul reddito da lavoro per chi percepisce fino a 9 euro l’ora: “Chi guadagna fino a 9 euro l’ora non può essere ulteriormente penalizzato dalla tassazione. Se vogliamo sostenere davvero il lavoro povero, dobbiamo agire contemporaneamente sulla crescita dei salari e sulla fiscalità, lasciando più reddito disponibile nelle tasche di chi ha meno”- Salario dignitoso, contrasto ai contratti pirata, equivalenza delle tutele e sostegno fiscale ai lavoratori a basso reddito devono diventare i pilastri della contrattazione collettiva e dell’azione sindacale.













